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3 dicembre giornata Mondiale della disabilità

Istituita nel 1981 dall’ONU per promuovere l’inclusione delle persone diversamente abili, la Giornata Mondiale della disabilità di quest’anno, in piena pandemia, deve essere ancora più sentita: le discriminazioni e l’indifferenza in ragione della contingenza sanitaria sono infatti più gravi e sensibilmente peggiorate come portata.

Il tema che l’ONU ha scelto per il 2020 è: “Ricostruire meglio: verso un mondo post Covid-19 inclusivo della disabilità, accessibile e sostenibile”.

L’Organizzazione mondiale per la sanità stima che il 15% della popolazione di tutto il mondo convive con la disabilità, stato che comporta una oggettiva maggiore difficoltà ad accedere all’assistenza sanitaria, al lavoro e all’istruzione.

“Le persone con disabilità che sono circa un miliardo in tutto il mondo – riporta l’Onu – sono uno dei gruppi più esclusi nella nostra società, tra i più colpiti in questa crisi in termini di vittime, ecco perché è necessario un approccio integrato per garantire che le persone con disabilità non siano lasciate indietro”.

In Italia, secondo uno studio Istat, ci sono più di 3 milioni di persone disabili pari al 5,2% dell’intera popolazione; le persone che vivono con gravi limitazioni sono circa 1,5 milioni e sono anziani; 6 disabili su 10 sono donne.

Queste persone vivono in una condizione di inferiorità di diritti quando avrebbero diritto viceversa – per la loro condizione di salute – ad una posizione di vantaggio normativo (che è cosa ben diversa dal privilegio); tutto ciò provoca inevitabilemente nella quotidianità della vita, un peggioramento complessivo delle loro condizioni di esistenza.

Quando invece, un trattamento paritario e diritti riconosciuti, sarebbero utili a fornire un minimo compenso alla disabilità ed una vita più dignitosa e di qualità.

Oggi più che mai in questo momento in cui il Coronavirus mette a dura prova l’intero pianeta, è necessario puntare sull’inclusione sociale delle persone disabili a tutela dei più indifesi e bisognosi.

Per un tema così impegnativo ed importante, certamente la scuola può fare molto; in questo senso, la ministra Azzolina sottolinea: “La giornata del 3 dicembre deve ricordarci l’importanza di valorizzare ogni individuo e di abbattere le barriere che limitano diritti imprescindibili, come l’accesso alle strutture sanitarie, all’istruzione e alle opportunità lavorative, attraverso il potenziamento dei servizi di informazione e di tutti i servizi essenziali, rimuovendo gli ostacoli che quotidianamente le persone con disabilità sono costrette ad affrontare”.

Con l’invito – prosegue la nota – per studentesse e studenti, docenti, dirigenti scolastici e famiglie a: “Promuovere e realizzare azioni di sensibilizzazione per sostenere e difendere i diritti delle persone con disabilità e promuovere la rimozione di tutte le barriere che ne ostacolano lo sviluppo, affermando il pieno rispetto della dignità umana, sempre e per ciascuna persona”.

Alberto Porcu Zanda

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