
Richiedenti asilo vanno rimandati nel primo Paese di registrazione. Dichiarazioni ambigue che, conoscendo il modus operandi dei due, potrebbe essere
solo un escamotage per lasciare le cose come stanno. In pratica è il “dettaglio” che può condannare l’Italia. A parole, Emmanuel Macron ed Angela Merkel ripetono di voler aiutarci sugli immigrati, di volerci venire incontro a fronteggiare l’emergenza sbarchi. A fronte della “sfida comune” e della “risposta europea”, dal vertice di Meserberg il presidente francese e la cancelliera tedesca fanno filtrare un passaggio che, a prima vista, risulta decisamente inquietante: “La Francia e la Germania – ha spiegato lo stesso Macron – stanno cercando di raggiungere accordi tra i principali Paesi dell’Ue, interessati dal flusso di migranti, per reinviare i richiedenti asilo nel primo Paese dove sono stati registrati“. Tradotto: Italia o Grecia. Insomma: non cambia nulla. Il passaggio, come detto, è inquietante perché non chiarissimo. Per “primo paese di registrazione” Macron intende quello europeo, di approdo, o quello extra-europeo da cui sono partiti? Intanto in Europa c’è chi non si fida per niente e va avanti per la propria strada in barba ai diktat e minacce di sanzioni. Ed ecco che Viktor Orban ribadisce la sua linea contro l’accoglienza. Il premier ungherese, che nei giorni scorsi ha manifestato apprezzamento per l’operato del ministro Salvini, ora sta pensando di inserire nella Carta Costituzionale una nuova norma: sarà vietato concedere accoglienza ai migranti. La riforma, è stata già votata dalla commissione parlamentare e oggi, con ogni probabilità, la maggioranza di governo la potrebbe approvare il testo definitivo.
