Cacciatori sardi in rivolta. "Si allunghi la stagione venatoria", mozione di Rubiu (Udc)

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Sforbiciata alla stagione venatoria per i cacciatori sardi. Le doppiette isolane si sentono penalizzate, per l’ennesima riduzione del calendario, potranno infatti sparare gli ultimi colpi ad alcune specie migratorie (tordo, merlo, beccaccia e beccaccino) la prossima domenica, poi dovranno mettere i fucili nelle rastrelliere e aspettare la riapertura. Da qui la rabbia delle associazioni venatorie, per la mancata applicazione delle sentenze per l’allungamento della stagione venatoria. Il caso approda anche in consiglio regionale con una mozione del capogruppo Udc Gianluigi Rubiu. <<E’ l’ennesimo sopruso ai danni dell’universo venatorio sardo – esordisce l’esponente centrista – Nelle altre Regioni si è posticipata la stagione, mentre l’Isola attende da anni il prolungamento del calendario>>. Il rappresentante Udc non risparmia stoccate all’assessore Spano. Uno schiaffo, l’ennesimo, verso i 50 mila cacciatori sardi.  <<Proprio così – conclude Rubiu, promotore di un testo unico in materia che ancora attende di essere messo in discussione – La caccia rappresenta un valore, una cultura, profondamente radicata nel tessuto sociale sardo. Pensiamo che anticipare la chiusura della stagione significhi tradire il popolo sardo. Una beffa per il mondo venatorio che, con gli agricoltori, si propone come un esercito di vero custode dell’ambiente. Il patrimonio ambientale venatorio deve essere salvaguardato con la presenza costante dei cacciatori. L’assessore Spano dimostri di essere realmente capace investendo risorse per questo universo, con una politica seria di tutela della caccia e di ripopolamento delle specie, altrimenti abbandoni la poltrona e sicuramente la sua assenza non lascerà rimpianti>>.

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