
L’Ordine dei Giornalisti della Sardegna e l’Assostampa sarda aderiscono al flash mob promosso dalla Fnsi nei 20 capoluoghi regionali: e mardedì a mezzogiorno in piazza Palazzo, davanti
alla prefettura, saranno in molti per dire chiaro e forte ai potenti che attaccano la categoria usando termini come sciacalli e puttane. Parole esagerate quelle del vicepremier Di Maio nei confronti della stampa ma anche la categoria a cui appartengo deve fare il mea culpa. Non è un caso che l’Italia, nonostante sia risalita, nel 2018 occupi il 45° posto per la libertà di stampa. Sappiamo tutti chi sono i padroni delle maggiori testate giornalistiche è inutile far finta che non sia così ma la libertà di stampa è condizionata da chi mette a libro paga i giornalisti. Nessuno può negare che la Sindaca di Roma sia stata sin dal suo insediamento oggetto di una gogna mediatica da parte della stampa che conta. Io vorrei vedere al suo posto i giornalisti che tutti i giorni dalle pagine dei giornali e dai talk show televisivi giocano al linciaggio. Quel che è peggio è che è diventata la causa di tutti i mali di Roma, dalle ormai famose buche ai pullman che si incendiano passando per la differenziata che funziona male ecc.. come se fosse seduta nella poltrona capitolina dai tempi di Giulio Cesare. I suoi predecessori dai quali ha ereditato problemi cronici e una situazione al collasso non vengono neanche menzionati. Sia ben chiaro non voglio difendere la sua manifesta incapacità ad essere incisiva i suoi limiti sono sotto gli occhi di tutti. Per carità è giusto evidenziare ciò che non va bene guai se non ci fosse la libertà di stampa, di critica e di parola, sarebbe una dittatura. In un paese dove non c’è opposizione diventa quasi obbligato che il ruolo della stampa sia quello di guardiano della democrazia. Sono decisamente fuori luogo le minacce di abolizione dell’Ordine da parte di Di Maio, è sacrosanto difendere gli attacchi alla categoria però è tempo che qualcuno faccia anche l’esame di coscienza per capire come si è arrivati a questo punto di rottura. Piaccia o no quelli che stanno al governo sono stati eletti dal popolo, e stando ai sondaggi il consenso è notevolmente cresciuto. Teniamo bene a mente che il ruolo che ci compete non è quello di fare opposizione, questo è un compito che spetta alla politica. L’accanimento del popolo dei social di questi giorni nei confronti della nostra categoria è preoccupante espressioni come “nessuna pietà da parte loro per i “pennivendoli”, “meriterebbero la forca, altro che le carezze del Movimento” “infami”, ma anche “servi del Pd”. Gente che per qualcuno, evidentemente galvanizzato dal clima di ostilità montato dopo le dichiarazioni degli esponenti M5S, sarebbe addirittura da “abbattere” perché “schiavi del governo precedente” e “incapaci di dire la verità” la dicono tutta e se non si pongono rimedi con atteggiamenti meno di parte perdiamo di credibilità e non sarà un atto di Di Maio a decidere la fine dell’Ordine dei giornalisti.
Giorgio Lecis

Giornalista. Direttore responsabile