Cagliari. Metropolitana e speculazione edilizia, le carte finiscono alla Procura della Repubblica

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Le parole pronunciate da Massimo Zedda, sindaco di Cagliari, nel corso di una convention di Campo Progressista al Teatro Massimo, hanno fatto centro. Il primo cittadino ha affermato che sulla metropolitana leggera si sta praticando il più grande progetto di speculazione edilizia in corso a Cagliari, “l’ho già detto al presidente della Regione, Francesco Pigliaru, una metro leggera che passa dove non è possibile mettere alcunché a causa del rischio dissesto idrogeologico, e che poi passa in mezzo alle campagne, non è un progetto di trasporto di persone per connettere Quartu a Cagliari, ma è un progetto di speculazione edilizia, funzionale al fatto che un domani lì si potrà costruire, perché una volta che ci costruisci la metropolitana, allora ci devi mettere qualcuno ad abitare, altrimenti chi trasporta?» Tutto qua? No, è andato oltre, ricordando alla platea che “L’unico percorso che ho visto che si snoda toccando stranamente proprietà è l’autostrada di Capaci, in Sicilia, che doveva appunto sfiorare i terreni dei mafiosi”. Fa nome e cognome dell’ispiratore del tracciato, secondo Zedda è «l’assessore all’Urbanistica di Monserrato, Gabriele Asunis, già assessore agli Enti locali nella precedente Giunta regionale».

Le repliche degli interessati non si sono fatte attendere e l’incartamento sul processo amministrativo relativo alla realizzazione della metropolitana di Cagliari è finito alla Procura della Repubblica messo a disposizione «dell’unica autorità preposta – afferma in una nota l’assessore dei Trasporti Carlo Careddua verificare la fondatezza delle accuse del sindaco di Cagliari». Careddu, inoltre, fa sapere di aver «ereditato questo progetto dalle amministrazioni precedenti, compresa la condivisone del tracciato, che attiene alla pianificazione territoriale ed è dunque in capo ai Comuni. Ricordo in proposito che nel mese di aprile del 2017 tutti i sindaci interessati hanno condiviso il percorso della metro siglando un verbale e, come ho già detto nella riunione con i Comuni del gennaio scorso, l’Arst, soggetto convenzionato per la progettazione, valuterà ogni proposta di modifica utile a migliorare il progetto. L’opera dovrà essere appaltata entro e non oltre il 31 dicembre 2019, pena la perdita dei finanziamenti».
A Chicco Porcu, amministratore unico di Arst, non sono piaciute le affermazioni di Massimo Zedda per bocciare il progetto della metropolitana di superficie che nei prossimi anni collegherà il Cagliari a Quartu e replica al primo cittadino: “Evidentemente il sindaco ha cambiato idea. Il progetto della metropolitana è il frutto di un percorso nato dieci anni fa e approvato anche dal Comune di Cagliari se il sindaco ha cambiato idea non ha che dirlo e avanzare proposte alternative”. Per quanto riguarda la proposta di affidare la gestione del servizio al Ctm “perché in tutto il mondo della gestione della metro si occupa la società che cura i trasporti con la città metropolitana” Porcu replica: “In tutto il mondo le aziende che si occupano del trasporto sono diverse ma è la governance a essere unica: forse il sindaco non sa che il biglietto unico esiste già”.

Anche il consigliere regionale dei Riformatori Michele Cossa replica sulla questione metro: “Quanto dichiarato dal sindaco di Cagliari sugli interessi opachi che si celerebbero dietro la scelta del tracciato della metropolitana leggera di Quartu, non può passare sotto silenzio. La Giunta regionale deve dare chiarimenti immediati, spiegando nel dettaglio le valutazioni anche di carattere tecnico trasportistico che ne sono alla base. Zedda è anche sindaco metropolitano e tra le sue competenze c’è anche la mobilità. Si presume perciò che sia ben informato, e si pone le stesse domande che da tempo pongo anche io, senza avere mai avuto risposte chiare: perché sono stati scelti i tracciati sinora approvati? Sulla base di quali elementi oggettivi, a partire dalla effettiva domanda di trasporto, si è data priorità alla realizzazione di determinati progetti rispetto ad altri? Chi coordina le decisioni dei comuni coinvolti? A sentire Massimo Zedda ci sarebbe una sorta di regia occulta, che avrebbe quasi imposto quei tracciati alle amministrazioni comunali, che di sarebbero così trovate davanti a un prendere o lasciare. Una regia che non si è posta il problema di produrre enormi (addirittura dieci milioni di euro l’anno) perdite di esercizio ma solo quella di precostituire le condizioni per una immensa speculazione edilizia. Arst e assessorato regionale dei Trasporti non hanno niente da dire su questo?”.

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Stefania Cossu

Caporedattrice
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