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Trump: “I dazi porteranno miliardi e lavoro”. In arrivo quelli su alluminio e farmaci
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Trump: “I dazi porteranno miliardi e lavoro”. In arrivo quelli su alluminio e farmaci

Il due aprile, il tanto atteso "Giorno della Liberazione" per gli Stati Uniti, come definito dal presidente Donald Trump è sempre più vicino. E’ la data  in cui il leader americano dovrebbe annunciare i dazi su alcuni Paesi, una mossa che, pur restando in linea con la sua politica commerciale di "America First", potrebbe essere meno drastica e più mirata rispetto alle minacce iniziali. Il presidente ha detto: "Siamo stati derubati da ogni Paese del mondo", ha ribadito dalla Casa Bianca. I dazi "porteranno miliardi e proteggeranno i posti di lavoro", ha aggiunto. "I dazi - infine - terranno le imposte basse". I dazi annunciati riguardano alluminio, farmaci e settore automobilistico. Per quanto riguarda l'alluminio, Trump ha firmato un ordine esecutivo che impone dazi del...
Arrestato co-regista palestinese Hamdan Ballal premio Oscar per “No Other Land”
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Arrestato co-regista palestinese Hamdan Ballal premio Oscar per “No Other Land”

I soldati israeliani hanno arrestato  Hamdan Ballal, regista di 'No Other Land', premiato agli Oscar come  miglior documentario. Lo scrive il quotidiano Haaretz spiegando che decine di coloni in Cisgiordania hanno aggredito Ballal ferendo lui e  altre persone. Il regista è stato poi fatto salire su un'ambulanza per essere curato, ma quando sono arrivati i soldati israeliani, lo hanno  tirato fuori e arrestato, spiega Haaretz.  Yuval Abraham, co-regista di 'No Other Land', ha scritto su 'X' che  Ballal è stato "linciato" e ha ferite alla testa e allo stomaco.  Abraham ha aggiunto che non è ancora chiaro dove si trovi o se stia  ricevendo cure mediche.(rainews)
Giudice federale sospende il bando transgender nell’esercito Usa
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Giudice federale sospende il bando transgender nell’esercito Usa

 Nuovo schiaffo della magistratura a Donald Trump, un giudice federale ha temporaneamente vietato al Pentagono di applicare l'ordine esecutivo del commander in chief che esclude le persone transgender dal servizio militare, mentre prosegue una causa intentata da 20 militari. La decisione è stata presa da Ana Reyes, prima persona ispanica e apertamente Lgbtq a servire come giudice distrettuale a Washington, dove è stata nominata da Joe Biden. A suo avviso, l'ordine esecutivo del 27 gennaio, uno dei tanti emessi dal tycoon contro i diritti legali per gli americani transgender, viola probabilmente il divieto di discriminazione sessuale della Costituzione americana. "La crudele ironia è che migliaia di militari transgender si sono sacrificati, alcuni rischiando la vita, per garantire ...
Nuovi attacchi israeliani su Gaza, almeno 71 morti
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Nuovi attacchi israeliani su Gaza, almeno 71 morti

E' di almeno 71 morti il bilancio degli attacchi israeliani che hanno colpito nella notte la Striscia di Gaza. Lo riferisce il corrispondente locale di Al Jazeera, sulla base di quanto riferito da fonti sanitarie. I bombardamenti hanno distrutto undici edifici residenziali a Khan Younis, Rafah e Beit Lahiya, fa sapere l'emittente, e tra le vittime, sorprese nel sonno, vi sono donne e bambini.
Telefonata Putin-Trump: un passo verso la pace in Ucraina
Crisi Ucraina, Mondo

Telefonata Putin-Trump: un passo verso la pace in Ucraina

Il 18 marzo 2025, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin hanno tenuto una conversazione telefonica durata quasi tre ore, suscitando grande attenzione a livello globale. L'incontro telefonico, avvenuto tra le 15:00 e le 18:00 ora italiana, è stato annunciato come un momento cruciale per affrontare il conflitto in Ucraina, giunto al suo terzo anno, e per discutere questioni di interesse bilaterale e internazionale. Secondo fonti della Casa Bianca e del Cremlino, i due leader si sono concentrati principalmente sulla possibilità di un cessate il fuoco in Ucraina. Trump, che aveva anticipato la chiamata sul suo social Truth, ha dichiarato: "Molti elementi dell'accordo finale sono stati concordati, ma molto resta ancora da fare". Il presidente americ...
Il pacifismo armato dell’Europa: l’ipocrisia dei governanti al servizio della guerra
europa, Mondo

Il pacifismo armato dell’Europa: l’ipocrisia dei governanti al servizio della guerra

L’Europa si vanta di essere un faro di pace, un continente che ha imparato dalle ceneri delle sue guerre passate a scegliere il dialogo e la cooperazione. Ma dietro questa retorica si nasconde una verità scomoda: il cosiddetto "pacifismo armato" non è altro che una maschera per giustificare l’ambizione bellicosa di governanti incapaci di immaginare un futuro diverso dal conflitto. Lungi dall’essere una contraddizione inevitabile, questa postura rivela l’ipocrisia di un’élite politica che predica la pace mentre prepara la guerra, tradendo i cittadini e i valori che dice di difendere. Un’Europa ostaggio dei suoi miti L’Unione Europea ama raccontarsi come il frutto della riconciliazione post-bellica, un progetto nato per bandire la guerra dal continente. Ma questo mito fondativo si scon...
Putin gioca la carta Kursk: “Tutto sotto controllo, ma la tregua è un rebus”. Trump: “Spero non deluda il mondo”
Crisi Ucraina, Mondo

Putin gioca la carta Kursk: “Tutto sotto controllo, ma la tregua è un rebus”. Trump: “Spero non deluda il mondo”

Mosca, 13 marzo 2025 – Un Vladimir Putin sicuro di sé lancia un messaggio al mondo: la regione di Kursk è un fortino russo, e da lì partono le sue condizioni per una tregua. "Sono stato ieri a Kursk, la situazione è completamente sotto il nostro controllo", ha dichiarato il leader del Cremlino, dipingendo un quadro di dominio assoluto. "I soldati ucraini? Isolati, abbandonano equipaggiamenti, cercano di scappare a piccoli gruppi. Per loro solo due vie: morire o arrendersi". Eppure, nonostante il tono trionfale, Putin non chiude la porta a un cessate il fuoco: "Molto resta da discutere, ma l’idea di una tregua di 30 giorni potrebbe convenire a Kiev". Dall’altra parte dell’oceano, Donald Trump coglie la palla al balzo. "Parole promettenti", le definisce, ma con un monito: "Se Mosca rifiut...
Scetticismo russo: l’Ucraina potrebbe sfruttare un cessate il fuoco di 30 giorni per riarmarsi
Crisi Ucraina, Mondo

Scetticismo russo: l’Ucraina potrebbe sfruttare un cessate il fuoco di 30 giorni per riarmarsi

Mosca, 12 marzo 2025 – Un cessate il fuoco di 30 giorni potrebbe offrire all’Ucraina l’opportunità di riorganizzarsi militarmente, secondo Konstantin Blokhin, eminente ricercatore del Centro per gli Studi sulla Sicurezza dell’Accademia Russa delle Scienze e politologo. In un’intervista rilasciata a RIA Novosti, Blokhin ha espresso il parere che una pausa temporanea nei combattimenti potrebbe essere utilizzata da Kiev per rafforzare le proprie capacità difensive e offensive. “Un’interruzione di trenta giorni è chiaramente un’occasione per il riarmo. L’Ucraina potrebbe sfruttare questo tempo per radunare le sue forze, potenziare le riserve e concentrare le risorse in altre aree strategiche”, ha dichiarato Blokhin. L’esperto ha sottolineato come questa possibilità assuma particolare rileva...
Intesa con gli Usa, sì di Kiev a un mese di tregua. Ripartono gli aiuti
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Intesa con gli Usa, sì di Kiev a un mese di tregua. Ripartono gli aiuti

Ucraina e Stati Uniti compiono una decisa accelerazione verso la pace, superando la rottura consumatasi tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky nel loro ultimo faccia a faccia. Il vertice di Gedda tra le delegazioni dei due governi è andato meglio del previsto. Con un comunicato congiunto, al termine di una maratona negoziale, che ha suggellato una possibile svolta dopo oltre tre anni di conflitto: Kiev ha accettato la proposta americana di una tregua di 30 giorni e Washington in cambio ha promesso che riprenderà subito a invitare aiuti militari e a condividere la sua intelligence. "Adesso gli Usa capiscono le nostre argomentazioni", ha esultato Zelensky, sentendo di essere uscito dall'angolo. Uno stato d'animo confermato dalle parole del presidente americano, che per la prima volta ha la...
Elon Musk: senza Starlink le linee ucraine collasserebbero
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Elon Musk: senza Starlink le linee ucraine collasserebbero

"Se spegnessi Starlink, la prima linea di Kiev crollerebbe": dopo lo stop agli aiuti militari e all'intelligence, sono bastate poche righe in un post su X di Elon Musk ad accendere i timori di una nuova possibile picconata targata Usa contro gli sforzi di difesa dell'Ucraina, ormai rassegnata ad affrontare ogni giorno punti di frattura con l'amministrazione di Donald Trump mentre al fronte perde terreno, soprattutto nel Kursk. Le parole del miliardario sudafricano sono state lette come una chiara minaccia alle forze di Kiev, tanto da richiedere - ma solo diverse ore dopo - una smentita da parte del diretto interessato: "Per essere estremamente chiari, non importa quanto io non sia d'accordo con la politica ucraina, Starlink non spegnerà mai i suoi terminali. Sto semplicemente afferma...