
Nuove emergenze umanitarie: il report di medici Senza Frontiere (MSF) di oggi apre una finestra di informazione sulla drammatica situazione della Nigeria, dove nella parte nord-occidentale del Paese (nella regione di Zamfara), gruppi criminali e violenza diffusa hanno costretto alla fuga centinaia di migliaia di persone che dai loro villaggi cercano rifugio nella città di Anka.
Qui le équipe di Medici Senza Frontiere, forniscono cure d’emergenza, garantendo cure mediche di base e distribuzione di generi di prima necessità agli sfollati.
Le persone che arrivano ad Anka hanno perso praticamente tutto, vivono in edifici scolastici e ripari improvvisati o allestiti da MSF nell’area del palazzo dell’Emiro, un edificio fatiscente la cui costruzione è stata interrotta, che ora ospita centinaia di sfollati; ed ora che è arrivata la stagione delle piogge, la situazione complessiva peggiorerà, perchè si arriverà ad un picco di malaria, la malattia più trattata nel reparto pediatrico di MSF nell’ospedale di Anka; con il tempo umido, le zanzare che diffondono la malaria prosperano, anche nelle pozze d’acqua che si creano negli edifici fatiscenti e senza tetto.
Nell’area settentrionale di Zamfara, i pochi ospedali funzionanti sono sopraffatti dal numero di pazienti e dalla mancanza di forniture mediche di base. La maggior parte dei villaggi remoti sono inaccessibili e la fornitura di assistenza sanitaria di base alle comunità locali è gravemente compromessa dalla violenza diffusa.
Oltre alla malaria, l’alimentazione insufficiente è un ulteriore rischio per la salute dei bambini della zona. Da gennaio a settembre 2019, le nostre équipe di Anka hanno curato 7.445 bambini per malnutrizione.
“L’elevato numero di bambini che trattiamo per la malnutrizione ad Anka ha preoccupanti implicazioni per la situazione nel resto dello stato di Zamfara – afferma la dott.ssa Valerie Weiss, medico di MSF – Dati i numeri così alti qui ad Anka, dobbiamo aspettarci molti casi di malnutrizione anche in zone a cui non possiamo accedere per problemi di sicurezza”.
Alberto Porcu Zanda
