
Max Gazzè e i suoi artisti, sul palco allestito al Parco della Musica, danno vita ad una bella serata di musica incastonata fra il proprio repertorio e l’ ultimo lavoro “La matematica dei rami”.
Il poliedrico artista romano, dopo l’intro effettuata con Etereo, saluta il pubblico, rigorosamente seduto secondo protocollo Covid19
“Mi fa piacere tornare a Cagliari e in Sardegna, un frammento di Atlantide”. E via subito con “Considerando” prima di due hit storiche come “Vento d’estate” e “Solito Sesso”. Dopo è la volta de “L’Amore non esiste” , un omaggio alla grande amicizia con Daniele Silvestri e Nicolò Fabi.
Ovviamente non poteva mancare “Il farmacista”, pezzo presentato nell’ultima edizione del festival di San Remo seguito da “L’animale guida”.
Fra Max Gazzè e la sua band è percepibile il grande affiattamento, sul palco regna il sorriso. Dopo “Di nascosto”, il concerto prosegue con la pragmatica “Un’altra adolescenza”, la romantica “Mentre dormi” e la poetica “Ultimo cielo”. E poi ecco “Il timido ubriaco” che precede “Sembra normale”.
“Nel 1996 – dice il cantante romano – ho comincato a cantare. Franco Battiato mi ha notato e mi ha portato nel suo tour.” E cosi, arriva l’omaggio al grande cantautore siciliano con la rivisitazione di “Un’altra vita”.
Ecco “La favola di Adamo ed Eva” e per questo brano non sembra esserci la fine. Gazzè sfoggia la sua bravura col basso, Dedo fa altrettanto col suo trombone. Daniele Fiaschi non è da meno con la sua chitarra elettrica e non lo è nemmeno Clemente Ferrari con la batteria. Sono belle cose, tentatrici per il pubblico seduto.
Piccolo break e subito si torna con l’allegria di “Sotto casa” prima di un duplice tutto nel 1996 con “Il bagliore dato a questo sole” e “Sirio è sparita”. C’è ancora spazio per “L’uomo più furbo” e “La vita com’è” prima di concludere con la travolgente con “La musica può far”.
Ci voleva una esibizione così per tornare a pensare alle vecchie e sane emozioni di un concerto dal vivo. Per non sbagliare, l’appuntamento è questa sera a Riola Sardo, sempre grazie a Sardegna Concerti.
foto Maura Atzeni

Giornalista