

Botta e risposta governo italiano-Ue. “Secondo l’Europa il veto del governo italiano sul bilancio e sui contributi netti è una farsa. Questo la dice lunga sulla considerazione che hanno del nostro
Paese. Evidentemente sono abituati a premier e ministri italiani che vanno a Bruxelles con il cappello in mano”. Lo scrive il vicepremier Luigi Di Maio su Facebook. “Il commissario Ue Oettinger ammette che sui migranti siamo stati lasciati soli, e poi si accoda sulla scia del non si può fare. Una nota di Berlino parla ancora, nonostante tutto, dei sacri dogmi contenuti nei Trattati Ue. Una visione miope e a tratti folle che non è capace di fotografare la realtà. Specialmente perché, per loro, i sacri Trattati si possono interpretare; altrimenti dovrebbero pagare miliardi di euro per il loro eccessivo export che danneggia tutto il sistema economico comunitario”, aggiunge. “La musica in Europa è destinata a cambiare, il finanziamento non è un dogma e non lo sarà nemmeno quando si inizierà a parlare di una vera solidarietà, e non di vincoli insostenibili tanto dal punto di vista sociale quanto da quello economico. Soprattutto, non è un dogma l’approvazione del quadro finanziario pluriennale dei prossimi sette anni, che vorrebbero far passare in fretta e furia prima delle prossime elezioni europee. Non glielo lasceremo fare, se la situazione sull’immigrazione non cambierà di qui a breve il veto sarà certo”, conclude Di Maio.
Di Maio: i pro invasione nella Ue hanno le ore contate
Il vice premier, sempre a proposito della Ue, ha incalzato: “Molti governi ci attaccano chiamandoci populisti, senza rendersi conto che hanno le ore contate. Alle prossime elezioni europee prenderanno una batosta memorabile”. Lo afferma in un’intervista a La Stampa il vice premier Luigi Di Maio.”Anche in Francia, Germania o Spagna i cittadini che la pensano come noi sono la maggioranza. Persone che hanno problemi profondi. A cominciare dalla povertà”, aggiunge. “Non credo che” in Europa “ci detestino”, sottolinea, aggiungendo di credere che “i singoli Paesi europei si siano sempre fatti gli affari loro e che l’Italia sia sempre andata in soccorso di tutti. Ora il vento nella Ue è cambiato. Le contraddizioni stanno venendo fuori”. Il ministro dello Sviluppo economico cita la Spagna “che ci fa la morale ma ha rimandato i migranti in Marocco e ha chiesto aiuto all’Europa a pochi mesi dall’apertura dei suoi porti. Su questo tema l’Ue si gioca la propria credibilità”. E sull’approccio sui clandestini Di Maio respinge ogni parallelismo con l’Ungheria del premier Viktor Orban. “L’Ungheria di Orban alza muri di filo spinato e rifiuta i ricollocamenti. Per quello che mi riguarda chi non aderisce ai ricollocamenti non ha diritto ai finanziamenti europei. Noi le quote le accettiamo. Tanto è vero che i migranti della Diciotti sono arrivati perché Malta prima ci ha chiesto una mano, poi ci ha chiuso i porti. Non ci siamo tirati indietro, ma la solidarietà deve essere una missione europea. Non solo italiana”, conclude.

Giornalista. Direttore responsabile