
Le elezioni Europee consegnano la Lega primo partito in Italia. La Lega di Matteo Salvini ha stravinto in Italia con il 34,4 per cento, circa il doppio del Movimento 5 Stelle, suo alleato di governo. Il Partito Democratico è arrivato secondo con il 22,7 per cento dei voti, mentre Forza Italia ha ottenuto l’8,8 per cento. Fratelli d’Italia supera la soglia del 4%. ‘Spera’ +Europa, di poco sotto la soglia di sbarramento.
RISULTATI:
Lega – 34,34 per cento
Partito Democratico – 22,70 per cento
Movimento 5 Stelle – 17,06 per cento
Forza Italia – 8,78 per cento
Fratelli d’Italia – 6,47 per cento
+Europa-Italia in comune-PDE Italia – 3,09 per cento
Europa Verde – 2,29 per cento
La Sinistra – 1,74 per cento
Partito Comunista – 0,88 per cento
Partito Animalista – 0,60 per cento
SVP – 0,53 per cento
Popolo della Famiglia – Alternativa popolare – 0,43 per cento
Casapound Italia – Destre unite – 0,33 per cento
Popolari per l’Italia – 0,30 per cento
Partito Pirata – 0,23 per cento
Forza Nuova – 0,15 per cento
Autonomie per l’Europa – 0,07 per cento
PPA Movimento politico pensiero azione – 0,02 per cento
Salvini: “Chiedo un’accelerazione sul programma di governo. A livello nazionale non cambia nulla. Siamo il primo partito in Italia, adesso si cambia in Europa”. Zingaretti: “Molto soddisfatti per l’esito elettorale, la scelta della lista unitaria è stata vincente. Il bipolarismo è tornato a essere centrato sulla presenza del Pd.
Di Maio: “Restiamo comunque ago della bilancia in questo governo. Da qui in avanti più attenzione ai territori. Siamo stati penalizzati dall’astensione, soprattutto al Sud, ma ora testa bassa e lavorare”.
Nel resto dell’Unione Europea i partiti sovranisti e populisti sono avanzati meno del previsto, mentre i blocchi tradizionali di centrodestra e centrosinistra hanno perso voti a vantaggio dei liberali e dei Verdi.
L’affluenza alle elezioni Europee in Italia è stata in calo di oltre due punti percentuali rispetto ai dati del 2014. Alla chiusura dei seggi ha votato per il rinnovo del parlamento europeo il 56% degli aventi diritto: cinque anni fa erano andati a votare il 58,6%. Alta l’astensione soprattutto al Sud.
