
«Basta con le esercitazioni. La Sardegna ospita circa il 65% del demanio militare italiano e ha sul suo suolo i due poligoni più grandi d’Europa, nelle aree di Teulada e Quirra, che ormai da decenni non fanno altro che devastare i nostri territori, talvolta in maniera irreparabile» – dichiara Danilo Lampis – «Rivendichiamo lo stop alle esercitazioni, la progressiva dismissione dei poligoni, delle basi militari e la revoca dell’affidamento delle bonifiche di Capo Teulada affidate agli enti militari, in quanto è del tutto inadeguata. L’unica soluzione attuabile è la progressiva smilitarizzazione dell’area. La Regione batta un colpo a favore degli interessi del popolo sardo, invece di essere complice dell’occupazione militare».
In conclusione, Nicoletta Pucci dichiara: «Le basi militari non hanno portato altro se non distruzione, inquinamento e malattie: la sindrome di Quirra ne è un esempio lampante. È un falso mito credere che l’installazione di basi abbia generato progresso e lavoro. I dati dimostrano che, soprattutto in quelle aree, il tasso di spopolamento, in un’isola che è già fortemente colpita da questo problema, è maggiore che altrove. L’alternativa è quella di guardare oltre le politiche di guerra e generare nuove opportunità occupazionali e di sviluppo».
