Fisco. La rivoluzione di Ruffini: “Cittadini non faranno più dichiarazione dei redditi”

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Per la fine della dichiarazione dei redditi è iniziato il conto alla rovescia. Diventerà un residuato storico, così il nuovo direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Ruffini  “Oggi c’è la dichiarazione precompilata. Ma mi piace pensare

che sia soltanto un passaggio intermedio fra come eravamo e come saremo. Lunedì ho convocato da Sogei tutti gli intermediari, commercialisti, consulenti del lavoro e gli altri professionisti perché bisogna partire col piede giusto nel tempo giusto per arrivare agli appuntamenti con proposte il più possibile condivise. Il Fisco deve ascoltare, confrontarsi. E cambiare”.

Ma come cambierà?
“Accumulando sempre più dati ed evitando naturalmente di chiedere quelli che già abbiamo, deve venir meno il concetto stesso di dichiarazione dei redditi. Nel momento in cui il Fisco possiede tutti i dati, ti presenta l’elaborazione di quegli stessi dati e tu da controllato diventi controllore del fisco. Ti fornisco un servizio e hai il diritto di vedere se ho lavorato bene

Abolire la dichiarazione dei redditi quando?

“Direi 5 anni. Trattandosi di un’operazione complessa ritengo che l’orizzonte possibile per l’entrata a regime sia questo”.

Attenzione con le promesse: finora si è andati sempre in senso contrario. Confartigianato dice che ci sono 210 scadenze fiscali l’anno. Per non parlare della giungla di norme incomprensibili e contraddittorie.
“L’Italia ha, senza dubbio, un numero di imposte superiore alla media europea. In Svizzera ci sono 25 leggi fiscali, la Germania ha 35 testi unici. Noi abbiamo 388 leggi e 396 decreti attuativi. Solo il testo unico delle imposte sui redditi ha 76 mila parole. Dal 1994 il numero di caratteri è più che raddoppiato. Dal 1986 ha subito 1.200 modifiche.

E’ questo il punto, la precompilata nel primo anno di rodaggio è stata un disastro, pochi i dati presenti e per la maggior parte sbagliati. Con la dichiarazione 2017 (anno d’imposta 2016) si è andati un po meglio, il fisco ha fornito qualche dato in più ma la percentuale di dati errati è rimasta altissima. Oggi è impensabile l’abolizione del 730 e arrivarci nell’arco di 5 anni mi sembra molto azzardato, vabbè che Ruffini è di casa alla Leopolda dove le sparano grosse un po tutti. Prima di sbandierare ai quattro venti proclami del genere il primo passo sarebbe una radicale riforma fiscale per dare chiarezza e abolire le 388 leggi, i 396 decreti attuativi e le 210 scadenze fiscali annuali e fare un nuovo testo unico, chiaro e inequivocabile. Un secondo passo sarebbe quella di non prendere per il sedere i contribuenti dicendo che saranno i cittadini a controllare il fisco, non il fisco a controllare i cittadini. Il dottor Ruffini forse non ha capito che la stragrande maggioranza dei contribuenti si rivolge a caf e professionisti anche per far controllare il precompilato. Non vorremo che il controllo che ha in mente il nuovo direttore dell’Agenzia delle Entrate sia un’assunzione di responsabilità da parte del contribuente anche per i dati sbagliati forniti dall’Agenzia

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Giorgio Lecis

Giornalista. Direttore responsabile
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