
Rieccola, puntuale come ogni anno, la polemica sulle feste di Natale nelle scuole. Presepe sì, presepe no, Babbo Natale sì, Gesù bambino no. Il tutto all’insegna di grandi paroloni come “rispetto dell’altro”, “difesa della propria identità”, “laicità”, “integrazione”, e chi più ne ha più ne metta. Dando luogo ad accese discussioni. Anche Giorgia Meloni leader dei Fratelli d’Italia dice la sua e lancia una sfida:
“Il Natale è la festa della Natività, ricorda la nascita di Gesù, le maestre laiciste non hanno diritto di stravolgerne il significato altrimenti siano coerenti e il 25 dicembre, giorno che per loro non ha alcun senso sacro, vadano a lavorare.” Questo è il messaggio contenuto in un video di Giorgia Meloni che sta spopolando in rete e sta suscitando le ire degli utenti laicisti, i quali vorrebbero al pari della maestra che ha censurato la parola “Gesù” dalla canzone di Natale, trasformare questa ricorrenza così importante per la cristianità in una festa dei buoni sentimenti.

La polemica della festa di Natale non nasce sempre allo stesso modo, si discu
te di fede, di fiducia, di natale nordico
con Babbo natale, trasformato in un an
dazzo economico che non è cristiano.
Il Natale rappresenta la nascita del bam
bino Gesù e chi non crede troppo dice
cose per costruire una sua realtà che
non è quella di far venire la luce dello
uomo ma altra realtà. Il nascere e cre
scere del Cristo arriva in un momento
nella storia pieno di lotte che nemme
no la morte dello stesso riesce a siste
mare i fatti del mondo però chiede la
vita, la pace, con i miracoli.