
Ieri pomeriggio si è svolta, nella sede della Fondazione di Sardegna, la presentazione de ‘L’ultima notte a Hellisandur’ ultima creazione letteraria di Gianni Loy.
C’era un folto pubblico presente alla conferenza, coordinata da Sergio Nuvoli ed affidata alla giornalista Maria Paola Masala ed al professore Ricardo Escudero Rodriguez docente presso l’Università di Alcalà in Spagna: i due relatori hanno dialogato con l’autore nel corso dell’incontro, che ha visto anche la magistrale lettura di alcuni brani del libro da parte degli attori Lia Careddu, Cristina Maccioni e Marco Bisi.
Gianni Loy, già protagonista di numerose pubblicazioni letterarie, giornalista pubblicista con all’attivo collaborazioni con diversi periodici e quotidiani, oltre che chiarissimo docente, ordinario di Diritto del lavoro presso l’Università degli studi di Cagliari, ha concluso la serata con un personale intervento.
Davvero un bel libro ‘L’ultima notte a Hellisandur’ (ed. Condaghes), di piccolo formato e snello con le sue novanta pagine, da leggersi tutto d’un fiato, classico romanzo breve (decisamente autobiografico) pieno di dubbi e dal finale aperto: un po’ favola ed un po’ trattatello filosofico, un po’ thriller ed un po’ fiaba tradizionale, dove distinguere la realtà dall’immaginazione diventa difficile. La vera vita dell’uomo è nella sua immaginazione: Ólafur il protagonista del libro, ha due vite, come due sono le trame sulle quali si dipana il racconto.
Hellissandur è un villaggio di pochissimi abitanti, facente parte del comune di Snæfellsbær che si trova nella regione di Vesturland, nell’Islanda occidentale.

Tradizione tramanda che sia stato il primo luogo nato dalla mano della divinità, poi dimenticato e infine abitato da pochi pescatori che oggi si dedicano anche al turismo, immersi in un paesaggio unico, ma talmente lontani dal mondo da essere inesorabilmente isolati e spesso soli.
Ólafur, parte per questo viaggio ai confini del creato, per sete di conoscenza di posti incantati, ma soprattutto per godere del silenzio, dei suoi pensieri e per rimettere in ordine la sua vita.
Ed è in questa vacanza lontana dal caos, immerso fra antiche leggende e realtà, che Ólafur si ritroverà di fronte a delle scelte che non ha mai affrontato.
Il volume ha una connotazione di elementi che spaziano dai panorami dell’Islanda – che tanto affascinano – alle leggende, dagli elfi alle millenarie profezie; c’è poi la realtà insicura anche per il protagonista Ólafur, dell’albergo deserto immerso nei panorami vulcanici scuri ed irreali, del mistero di tre sorelle infelici che intrecciano il loro destino all’arrivo di un forestiero che può cambiare la loro vita.
Tutto avviene in poche ore, il tempo scorre ed Ólafur ha una scelta da compiere prima che giunga l’alba, immerso nei suoi dubbi, nei suoi pensieri, nell’imprevisto … che gli consentiva di vivere, anche se al tempo stesso lo spaventava.
Alberto Porcu Zanda
