
L’industria vitivinicola europea sta attraversando un momento di crisi: sono diminuite molto le vendite per una serie di motivi legati a come va l’economia, all’aumento generale del costo della vita, alla perdita del potere d’acquisto da parte delle famiglie, alla conseguente riduzione complessiva dei consumi e, anche se non si vuole ammettere, alle sanzioni alla Russia. Questo calo è avvenuto proprio in un’annata molto florida per quanto riguarda la vendemmia e la produzione: il risultato è che c’è tantissimo vino invenduto sul mercato e i produttori ci stanno rimettendo.
Una situazione , che sta causando molti problemi per i produttori di vino europei. «Molti non sono attrezzati per tenere tutte queste scorte, per cui serve spazio e per cui si devono sostenere dei costi» relativi alla gestione del magazzino, spiega Lamberto Frescobaldi, presidente dell’Unione Italiana Vini. Serve una buona liquidità per tenere merce ferma in magazzino senza la previsione di venderla. Semplificando, decidere di tenere una grande quantità di scorte è come fare un investimento: i produttori sostengono oggi i costi per produrre e imbottigliare il vino – pagano gli stipendi dei dipendenti, comprano per esempio bottiglie, tappi e cartoni – e non incasseranno niente probabilmente per un po’. Non tutti possono permettersi di farlo.
Per questo la Commissione ha attivato una serie di misure per compensare i produttori e intervenire sugli squilibri del mercato. Fino al 15 ottobre 2023 i produttori degli stati membri potranno distillare le qualità più colpite dalla crisi. È una pratica di emergenza che prevede la separazione dell’alcol puro dal vino, sfruttando il diverso punto di ebollizione delle sostanze che lo compongono. L’alcol così ottenuto sarà poi rivenduto in altri mercati (come quello dei disinfettanti, per esempio). Per ogni litro di vino distillato in alcol lo stato risarcisce una percentuale del prezzo di vendita che avrebbe avuto la bottiglia originale: si tratta comunque di una piccola quota, solitamente pari a qualche decina di centesimi al litro. Meglio bere per non pensarci
