
Jean-Claude Juncker passa agli insulti. “C’è in Europa un numero crescente di euroscettici. Io distinguo tra euroscettici, che hanno delle questioni
da porre e dei punti di vista da far valere, e i populisti ottusi e i nazionalisti stupidi. Non è la stessa cosa, ma lo dico qui come l’ho detto ieri, bisogna mettersi di traverso alla marcia verso la non Europa ispirata dai populisti stupidi e da nazionalisti ottusi”. Il presidente della Commissione Europea esprime questi “moderati” giudizi partecipando alla Settimana Europea delle Regioni e delle Città, a Bruxelles. Normalmente gli eurocrati sono più misurati nei loro apprezzamenti dei soggetti politici sulla scena continentale, ma lui normale normale non è. Se il presidente della Commissione di Bruxelles è uscito così vistosamente dal seminato può voler dire tre cose: 1) si sente già in campagna elettorale per le europee; 2) sta alzando il gomito più del solito; 3) tutte e due le cose. In un modo o nell’altro, a Bruxelles la paura fa novanta.
