

Dopo Venezia e dopo la vittoria al RIFF, il film La Santa Piccola di Silvia Brunelli prende il via per il suo tour italiano, toccando i principali capoluoghi e regioni dello Stivale fino ad arrivare in Sardegna: dal 21 al 27 aprile a Iglesias presso il Cinema Madison.
Realizzato col grant di 150.000€ di Biennale College Cinema, il laboratorio di alta formazione della Biennale di Venezia che sostiene dal 2012 la produzione di opere prime e seconde, il film racconta la storia della fraterna amicizia di Lino e Mario che si incrina quando Mario scopre di provare per Lino qualcosa che va oltre la pura amicizia. Una storia di formazione e identità che si intreccia con l’imprevedibilità della vita all’interno del palcoscenico, a tratti surreale, delle credenze e superstizioni popolari di una Napoli colorata e variopinta. Sullo sfondo un’umanità piccola e delicata prigioniera della propria quotidianità, ancora legata a superstizioni e credenze religiose.
Il film prodotto da Rain Dogs vede l’aiuto sul territorio di Mosaicon Film, Antracine, Nuovo Teatro Sanità e dell’Accademia di Belle Arti di Napoli. La distribuzione internazionale è stata affidata a Minerva Pictures Group e TVCO mentre quella italiana sarà curata direttamente dai produttori in collaborazione con Emera film. Oltre alla partecipazione alla Mostra Internazionale del cinema di Venezia, il film ha vinto come MigliorLungometraggio Italiano al RIFF- Rome independent film festival e si è aggiudicato il Premio del Pubblico(Fuori dal giro) al Festival del Cinema di Porretta Terme. E’ stato selezionato all’IFFK International Film Festival of Kerala, al Roze Filmdagen Amsterdam LGBTQ+ Film Festival. Sarà, inoltre, fra i selezionati al Pink Apple Film Festival (Aprile 2022)e a all’Italian Film Festival in Scotland (Maggio 2022). Nato dalla suggestione dell’omonimo romanzo di Vincenzo Restivo, La Santa piccola è il racconto dell’inizio di un viaggio, di una fuga inconsapevole da una quotidianità priva di prospettive scritta a tinte agrodolci: un film che parla di primavere senza paura di mescolare i toni del dramma con quelli del sorriso per un’umanità talvolta pittoresca, impastata di simbolismo religioso e superstizione. “Questa è una storia che racconta di tenerezza e di crudeltà – ci spiega la regista – di bisogno di credere che qualcosa di buono e di superiore possa accadere, di speranza che qualcosa ci salverà dalla quotidianità e dalla sua monotonia.” |
L’ambientazione è quella del Rione Sanità di Napoli con i suoi colori e la sua stravagante umanità. Lino e Mario sono due ragazzi, due amici molto legati fra loro: vivono momenti semplici, muovendosi in giornate sempre uguali. Ma per loro, finché ci sono l’uno per l’altro, non c’è bisogno di andare da nessuna parte se non nel loro piccolo quartiere, il loro rifugio un po’ cadente ma colorato. Lino si prende cura della mamma Perla e della sorellina Annaluce. E’ lui l’uomo di casa e, nonostante la sua giovane età, prova a concedersi svago e divertimento; la sua quotidianità va bene così com’è, anche se gli richiede grandi sforzi per mandare avanti la famiglia. Ma tanto il momento di sentirsi libero e leggero arriva sempre quando finalmente passa del tempo con Mario. Mario è un ragazzo come tanti, con gli interessi di qualsiasi altro coetaneo della sua età. Lino è sempre con lui, a condividere ogni momento libero non appena Mario stacca dal lavoro di meccanico. Mario è sicuro di sé, non ha mai inciampato più di tanto nella vita, non ha mai avuto grosse scosse al suo mondo. E quando le ha avute, c’era comunque il suo migliore amico Lino a fargli tornare il sorriso. Finché la grossa scossa non arriva anche per lui, e rischia di mettere in pericolo proprio il legame fraterno con Lino nel momento in cui si rende conto che quello che prova per il suo migliore amico va oltre l’affetto e l’amicizia. Sullo sfondo un quartiere la cui vita ha un andamento inesorabilmente piatto e monotono, senza stimoli o aspettative particolari, finchè Annaluce improvvisamente compie un miracolo: durante una processione religiosa nel quartiere, una colomba si schianta contro la statua della Madonna e cade a terra. Di fronte alla folla attonita la bambina raccoglie il corpo del volatile e apparentemente lo riporta in vita, divenendo da quel momento la santa protettrice del rione. E la vita del quartiere e dei suoi protagonisti viene completamente stravolta. |
