
“I nuovi censori, pseudo portatori dei valori della tradizione, che verificano il comportamento etico degli altri chiudendo tutte e due gli occhi sui comportamenti di persone a loro vicine, continuano a sollevare problemi inesistenti. La Rete Ospedaliera non è stata bocciata. Tutti i punti sollevati dalla Direzione generale del Ministero della Salute sono stati chiariti, o si sono risolti perché la lettera era antecedente all’esordio del servizio di elisoccorso, oppure precedeva la delibera sul trasporto assistito materno e neonatale (ultima regione d’Italia ad avere questo servizio, grazie al vuoto di governo in sanità di cinque anni dei compagni di partito degli onorevoli Truzzu e Lampis). La Rete Ospedaliera poi non ha niente a che vedere con la nomina dei Direttori sanitari ma è legata alla nascita dell’ATS; infatti, tutte le persone sono già dipendenti e direttori sanitari dei presidi ospedalieri dell’ATS, e dopo la rivalutazione del management, l’ATS ha deciso di assegnare le direzioni per colmare processi di pensionamento. Dicano cosa vogliono costruire nella sanità e smettano di fare chiacchiericcio da corridoi”.
È la replica dell’assessore della Sanità Luigi Arru ai consiglieri regionali Paolo Truzzu e Gianni Lampis, che hanno presentato un’interrogazione per contestare le nomine interne all’Ats di otto nuovi dirigenti.
