
Roma, 5 aprile 2025 – Migliaia di persone hanno invaso le strade della capitale oggi, rispondendo all’appello del Movimento 5 Stelle (M5S) per una grande manifestazione contro il piano di riarmo europeo. Il corteo, partito da Piazza Vittorio Emanuele II alle ore 13:00, si è diretto verso Via dei Fori Imperiali, dove un palco ha ospitato interventi di politici, intellettuali e attivisti. L’evento, promosso dal leader M5S Giuseppe Conte, ha visto la partecipazione di oltre 100mila persone, secondo le stime degli organizzatori, unite sotto lo slogan “Basta soldi per le armi. Fermiamoli!”.
Una protesta contro il piano europeo
Al centro della mobilitazione c’è il rifiuto del piano di riarmo proposto dalla Commissione Europea, guidato dalla presidente Ursula von der Leyen, che prevede un investimento di 800 miliardi di euro per rafforzare le capacità militari dell’Unione. Conte, dal palco, ha definito questa scelta “una follia”, accusando il governo italiano, presieduto da Giorgia Meloni, di aver approvato il piano “senza alcun mandato popolare”. “Oggi diciamo no allo sperpero di risorse per le armi, mentre i cittadini chiedono sanità, scuola e lavoro”, ha dichiarato l’ex premier, sottolineando la necessità di un’Europa orientata alla pace e non alla guerra.
La piazza, gremita di bandiere arcobaleno della pace, tricolori e simboli del Movimento, ha scandito slogan contro Meloni, il ministro della Difesa Guido Crosetto e il leader di Azione Carlo Calenda. Tra i più ripetuti: “Meloni e Crosetto, toglietevi l’elmetto” e “Meloni-Calenda, un’unica agenda”. Presenti anche bandiere della Palestina e striscioni con messaggi come “Il popolo russo non è mio nemico”, a testimoniare una forte vena pacifista.
Un’alleanza per l’alternativa
La manifestazione non è stata solo una protesta, ma anche un’occasione politica. Conte ha parlato di “un pilastro solido per costruire un’alternativa di governo”, rompendo quella che ha definito “la luna di miele farlocca di Meloni con gli italiani, costruita sulle menzogne”. L’evento ha visto la partecipazione di una delegazione del Partito Democratico (PD), guidata dal capogruppo al Senato Francesco Boccia, che ha espresso condivisione sulla critica al riarmo e sulla necessità di una difesa comune europea, pur mantenendo alcune distanze dal M5S su altri temi. Presenti anche esponenti di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) e Rifondazione Comunista, oltre a figure della società civile come il premio Nobel Giorgio Parisi e la tiktoker Rita De Crescenzo, che ha annunciato di voler “impegnarsi in politica”.
Voci dal palco e critiche
Sul palco dei Fori Imperiali si sono alternati interventi significativi. Lo storico Alessandro Barbero, il rettore Tomaso Montanari e il direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio hanno portato il loro contributo intellettuale, mentre la vicepresidente M5S Paola Taverna ha moderato l’evento. Conte ha chiuso la giornata con un appello: “Li fermeremo. Viva l’Italia, viva l’Europa, no al riarmo”.
Non sono mancate critiche alla manifestazione. Il vicepremier Antonio Tajani ha accusato il M5S di incoerenza, ricordando che Conte, da premier, aveva aumentato le spese per la difesa. Riccardo Magi di +Europa ha invece espresso il timore che la piazza potesse essere interpretata come “pro-Russia e per la resa dell’Ucraina”, una lettura respinta dagli organizzatori.
Un segnale politico
Con una partecipazione che ha superato le aspettative, la manifestazione del 5 aprile segna un momento di forza per il M5S e per l’opposizione al governo Meloni. “Oggi nasce una grande alternativa all’Italia del riarmo e dei tagli”, ha scritto Conte sui social, rilanciando l’idea di un fronte comune contro le politiche dell’attuale esecutivo

Giornalista. Direttore responsabile