
Macomer. Al Haj Amin, 38enne saudita affiliato all’Isis, sapeva di essere controllato dalla polizia, a fine settembre aveva perquisito il suo appartamento nel rione Scalarba e gli avevano sequestrato la carta di credito prepagata. Secondo gli investigatori continuava a progettare un attentato da compiere nell’isola. A confermarlo c’è una conversazione intercettata il 13 novembre e richiamata nell’ordinanza di arresto firmata dal gip Lucia Perra. Nella telefonata Al Haj Amin dialoga con una o più persone attraverso un’applicazione Android per videochiamate e discute delle modalità con cui colpire un obiettivo e parla di bersagli da colpire, di missili Kornet e delle zone in cui effettuare gli esperimenti, citando anche Gaza. Due settimane prima l’uomo aveva fatto pressione sulla moglie per avere il suo passaporto e quello delle figlie, probabilmente perchè l’uomo voleva compiere l’attentato subito, per poi fuggire lontano grazie anche ai suoi legami con diverse persone all’estero.
