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Madre Teresa di Calcutta, la «santa dei poveri», premio Nobel per la Pace nel 1979, oggi viene proclamata santa da Papa Francesco. Quello di questa domenica 4 settembre è il momento culminante del Giubileo della Misericordia. Con la messa del Pontefice alle 10.30, la canonizzazione di Madre Teresa di Calcutta radunerà in Piazza San Pietro alle 10:30, centomila fedeli con i biglietti già distribuiti, mentre altre centinaia di migliaia seguiranno la cerimonia da Via della Conciliazione e dagli spazi circostanti. Una cerimonia trasmessa in Mondovisione nei cinque continenti, con oltre 120 enti televisivi collegati. Lunedì 5 settembre sarà inoltre celebrata per la prima volta la festa di Santa Teresa di Calcutta, e sarà il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin ad officiare la messa in Piazza San Pietro alle 10.00.
Madre Teresa, colei che ha parlato da pari a capi di Stato e dirigenti di organismi internazionali. Ha spazzato via da sé le distinzioni di fedi, di razza, di origine, di cultura, di lingua o di stato sociale. Madre Teresa è, ed è sempre stata, una donna universale, secondo quell’apertura propria e universalistica del Vangelo. È ed è sempre stata the mother, la madre.
Così ha reso testimonianza fino alla fine di una Chiesa che se vuole essere fedele al suo Fondatore deve servire tutti, tenere accesa la fiamma e la tensione della fraternità universale. Ha scritto Madre Teresa di Calcutta: “C’è un solo Dio, ed è Dio per tutti. Per questo è importante che ognuno appaia uguale dinanzi a Lui. Ho sempre detto che dobbiamo aiutare un indù a diventare un indù migliore, un musulmano a diventare un musulmano migliore e un cattjolico a diventare un cattolico migliore. Crediamo che il nostro lavoro debba essere d’esempio alla gente”