Mascherine. Uno studio scientifico chiarisce che servono e conviene usarle

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Usare le mascherine serve davvero? Pare proprio di si: ad affermarlo, uno studio americano, coordinato dal Nobel per la chimica Mario Molina e pubblicato sulla rivista delle scientifica statunitense (Pnas) Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America, secondo il quale l’utilizzo delle mascherine avrebbe evitato in Italia più di 78.000 contagi da Covid-19 nel periodo tra il 6 aprile e il 9 maggio scorso.

Il lavoro scientifico ha messo a confronto le diverse strategie utilizzate per il contenimento del contagio in tre aree specifiche: Wuhan, l’Italia e New York. Il risultato della ricerca è che l’uso della mascherina nei luoghi pubblici è lo strumento più efficace per fermare la diffusione del coronavirus.

Tutti ormai sappiamo che il virus non cammina da solo, non fluttua nell’aria con vita propria ma siamo noi le sue ‘gambe’; siamo noi stessi i veicoli di trasmissione del contagio.

L’ormai famoso ‘droplet’ cioè il quantitativo di goccioline prodotte e diffuse nell’ambiente mentre parliamo, tossiamo o starnutiamo, è il mezzo con cui avviene la trasmissione del virus.

Se queste goccioline vengono a contatto con le mucose di un’altra persona, che sia la bocca, gli occhi o il naso, direttamente o perché trasportate dalle mani, il virus può introdursi nell’organismo di un nuovo soggetto e causare la malattia.

Vero questo, poichè il contagio si trasmette per via aerea, l’importante è quindi la copertura del canale orale e di quello nasale; determinante – dice questo studio – è stato quindi nel modellare la curva della pandemia, l’uso della mascherina.

Insomma, dopo tante discussioni nelle quali si è sentito tutto ed il contrario di tutto, questa ricerca scientifica pare mettere un punto fermo: indossare le mascherine in pubblico corrisponde al mezzo più efficace per prevenire la ‘trasmissione inter-umana’.

In più, occorre un comportamento nuovo, al quale ci siamo abituati e che sarebbe auspicabile diventasse un’abitudine definitiva per il futuro: salvaguardare un minimo di spazio attorno a noi, di scostamento dagli altri, di distanziamento.

Questi due ‘comportamenti’, di concerto tra loro, rappresentano nei luoghi pubblici il modo e la soluzione più utile – almeno per ora ed in attesa di un vaccino – per contrastare, la diffusione del virus.

Alberto Porcu Zanda

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