
Non migliora lo stato di salute del 19enne di Gesico colpito da meningite di tipo B, le sue condizioni sono altamente critiche ma stabili.
Lasciato il Policlinico di Monserrato, il ragazzo è ora ricoverato nel dipartimento Emergenza-Urgenza dell’Aou sassarese dove è arrivato questa notte dopo le 24, trasportato a bordo di una ‘ecmo mobile’ su cui si trova una particolare apparecchiatura che consente l’ossigenazione extracorporea del paziente.
Nel reparto di Rianimazione del Santissima Annunziata è disponibile l’unico macchinario ecmo in Sardegna e per questo motivo, visto l’aggravarsi delle condizioni del giovane, che presenta gravi complicazioni respiratorie, ieri sera è strato deciso dai medici il suo trasferimento a Sassari. Qui viene sottoposto a una serie di monitoraggi per il controllo delle insufficienze renali, epatiche e respiratorie che si sono sviluppate in seguito all’infezione.
Intanto l’assessore alla sanità, Arru ribadisce che: “Non c’è alcuna carenza di vaccini antimeningococco”, replicando alle accuse lanciate dall’opposizione di centrodestra in Consiglio regionale. “Al Santissima Trinità non si segnalano carenze di alcun tipo – aggiunge – L’Ats ha già attivato tutte le procedure necessarie per reclutare personale sanitario e rinforzare i servizi per le eventuali vaccinazioni”.
Quanto alla proposta di somministrazione gratuita e generalizzata del vaccino, Arru ribadisce che “il vaccino è gratuito per chi è entrato in stretto e continuato contatto con le persone ricoverate, mentre la profilassi antibiotica è a disposizione di chiunque abbia la prescrizione del proprio medico di famiglia. La situazione attuale per numero di casi non richiede una massiccia campagna vaccinale – conclude rispondendo anche agli appelli lanciati dallo stesso Pd – ma siamo pronti ad intervenire se dovesse cambiare lo scenario”.
Otto casi di meningite negli ultimi tre mesi in Sardegna e due morti. Ma secondo lo staff dell’unità di crisi sanitaria contro la patologia non si tratta di epidemia: profilassi e vaccinazione continueranno a riguardare solo i contatti stretti. Per ora rimane il focolaio accertato a Cagliari e provincia. Per quanto riguarda la donna di 38 anni ricoverata ieri all’ospedale Santissima Trinità del capoluogo, è escluso che si tratti di meningite.
Il punto sulla situazione è stato fatto questa mattina dall’assessorato regionale della Sanità incontrando i giornalisti. E’ emerso che in questo primo periodo dell’anno, in concomitanza con la registrazione dei primi casi, sono state chiuse due discoteche, l’Fbi di Quartu, ora in regola e già riaperta ma sotto sorveglianza, e il Cocò di Cagliari perché, spiega la Assl, sono state rilevate carenze igienico sanitarie “di carattere generale”. “Solo una concomitanza, il problema non sono le discoteche o i locali in sé, ma l’eventuale sovraffollamento e i comportamenti a rischio”, precisa Giorgio Steri, direttore del Servizi di igiene pubblica dell’azienda sanitaria.
È emerso anche che uno degli ultimi giovani colpiti dalla meningite – il particolare è stato svelato da Paolo Castiglia, esperto di malattie infettive, ordinario all’Università di Sassari – abbia rifiutato la profilassi proposta dopo essere stato a contatto con una persona già malata. “Bisogna ricondurre la preoccupazione, comprensibile considerando anche l’età delle persone colpite, in un alveo di correttezza e proporzionalità – sottolinea l’assessore Luigi Arru – stiamo lavorando già dalla settimana scorsa per attivare e valutare tutte le misure necessarie”.
Ma è emergenza? “No – risponde Castiglia – Rispetto agli anni precedenti c’è stato un incremento. Ma comunque i numeri non sono cresciuti rispetto a 20 fa, quando iniziò la vaccinazione. Non è dovuto a un singolo ceppo”. Allora a che cosa? “Primo – riassume l’esperto – la stagione è stata particolarmente fredda con sbalzi di temperatura e c’è stata la peggiore epidemia influenzale degli ultimi anni. Secondo, un gran numero di casi è accomunato dall’età e dalla frequentazione di luoghi affollati”.
