
Il capogruppo M5s in Consiglio regionale, Michele Ciusa, a seguito della notizia dell’avvio delle procedure di cassa integrazione per 1.300 lavoratori impiegati nella raffineria di Sarroch, lancia l’allarme:
– L’annuncio dell’avvio dello stato di crisi comunicato dai rappresentanti sindacali della Saras ai lavoratori in queste ore è uno di quelli che mettono letteralmente i brividi. Apprendiamo che dopo la riunione del Consiglio di amministrazione tenutasi martedì sera, il Gruppo ha deciso di avviare un percorso che porterà all’attivazione della cassa integrazione per i 1300 lavoratori impiegati all’interno della raffineria. Una notizia che giunge non solo inaspettata, ma che appare a tutti gli effetti l’anticamera di una crisi nerissima, capace di far esplodere una vera e propria bomba sociale considerate le migliaia di famiglie sarde che fanno affidamento e dipendono dal lavoro nella raffineria di Sarroch, la più grande del Mediterraneo. Ma oltre ai dipendenti interni, questa notizia interessa le sorti di tutti quei lavoratori impiegati mediante le ditte aggiudicatarie degli appalti. La Saras ha assicurato che non ci saranno esuberi, ma chi attualmente lavora “a chiamata” cosa farà d’ora in poi?Non possiamo sottovalutare la portata di questa decisione potenzialmente catastrofica per il tessuto economico dell’intera Sardegna. La Regione deve quindi attivarsi con estrema urgenza ed aprire un tavolo di confronto tra sindacati e azienda per scongiurare il peggio. Il Presidente Solinas non può restare impassibile ma ha l’obbligo attivarsi affinché si verifichi, innanzitutto, se le motivazioni addotte dall’Azienda, ovvero i consumi ridotti e il crollo del prezzo del petrolio a causa della Pandemia, siano tali da giustificare lo stato di crisi. Vogliamo vederci chiaro in primo luogo perché la Saras ha lanciato un piano di investimenti che prevedeva una spesa di 650 milioni di euro sino al 2019. Sono sufficienti alcuni mesi di crisi per mettere in ginocchio un colosso del petrolio a livello mondiale? La Regione ha il dovere di vigilare su quanto sta accadendo. In questi giorni inoltre abbiamo appreso dalla stampa che le sedi societarie di Sarroch e Milano sono state perquisite dagli inquirenti che lavorano ad un’inchiesta aperta dalla Procura di Cagliari sull’eventuale acquisto di greggio dall’Isis.Si tratta di una coincidenza? Potrebbe essere proprio così, ma quello che chiediamo è di poter essere informati su tutti gli aspetti di questa vicenda.La situazione è di massima delicatezza. E nel totale rispetto, sia dei dipendenti sia dei vertici aziendali, chiediamo che la Regione faccia il massimo sforzo per tutelare i lavoratori, le loro famiglie, l’economia di tutta l’isola –
