
La prima domenica dopo l’equinozio di primavera i cristiani celebrano la resurrezione di Gesù Cristo figlio di Dio, morto in croce per la salvezza dell’uomo.
oltre l’aspetto religioso, alle origini la festa ha inglobato facendoli propri elementi pagani dei millenari culti agresti, come le feste e i banchetti in campagna, lo scambio dei doni, le uova e i conigli.
A tal proposito, il monaco e storico inglese, Beda il Venerabile, riportò sul suo “De Temporum Ratione” del culto di una divinità germanica della fertilità chiamata Ostara o Eostre in inglese, che veniva da est dove sorge il sole, a portare la primavera e la vita sulla terra dopo il triste inverno.
Una leggenda narra che la dea un anno arrivò in ritardo a portare la primavera, vide un uccellino morente sotto la neve, mossasi a compassione decise di salvarlo trasformandolo in una lepre, simbolo di fertilità, felice di esser scampato alla morte l’uccello lepre per ripagare la dea iniziò a deporre uova colorate, come la natura che rinasceva,
Simbolo di fertilità e nuova vita, l’uovo rappresentava per i cristiani la nascita a nuova vita di un oggetto apparentemente inanimato , durante il medioevo nacque l’usanza di regalare uova colorate con erbe alla servitù, sempre nello stesso periodo furono costruite uova in diversi materiali compresi quelli preziosi, negli anni 20 del secolo precedente iniziò a Torino la tradizione di creare uova di cioccolato
A.Pilia