
In merito alle dichiarazioni rilasciate dal sindacato Fials sul Pronto Soccorso del SS. Trinità il direttore Generale della ASL di Cagliari interviene con fermezza. “La Fials ha perso una buona occasione per collaborare con l’Azienda e rappresenta una realtà che non è quella della struttura presso la quale sono assistiti con dignità e professionalità tutti i pazienti – precisa Marcello Tidore, Direttore Generale della ASL n. 8 di Cagliari -. Paolo Cugliara conosce benissimo le delibere regionali con le disposizioni per i pazienti affetti da covid. Insieme con l’ospedale Binaghi di Cagliari siamo hub regionali per i pazienti covid, quindi è nostro onere assistere queste persone nel miglior modo possibile offrendo un servizio di alto livello anche in questo momento storico”.
“Abbiamo ritenuto equo e prudente conservare attivi i posti letto covid anche se non completamente utilizzati nelle settimane successive all’apertura delle scuole in quanto anche l’anno scorso, nel medesimo periodo, vi è stata un’impennata di contagi”- aggiunge Tidore –
“Da settimane stiamo lavorando con i responsabili sanitari dei presidi ospedalieri per attivare un numero congruo di posti letto dedicati ai pazienti no covid. E’ già stata data la disposizione di convertire alcuni posti letto di pneumologia da covid a non covid. E’ per questa ragione che alcuni pazienti sostano un po’più a lungo nel Pronto Soccorso poiché il numero di posti letto disponibili nel presidio non è sufficiente a far fronte con tempestività alla quantità di servizi richiesti”.
“A differenza di quanto affermato dal sindacato che ci paragona a Beirut, per noi è un grandissimo segno di fiducia e di riconoscimento della professionalità dei nostri operatori che molti cittadini scelgano di recarsi presso il nostro Pronto Soccorso che, in maniera puntuale ed ordinata, assiste tutti i pazienti che ad esso si rivolgono – precisa ancora il manager -. La macchina organizzativa posta alle spalle del Pronto Soccorso dedicata ai ricoveri sta utilizzando tutte le soluzioni possibili per assistere i pazienti tra le quali quella di utilizzare i presidi ospedalieri di Isili e Muravera che, con qualità e professionalità hanno assistito in questi mesi, e lo faranno anche in futuro, persone che, a causa della individuazione delle nostre strutture per assistere i pazienti affetti da covid, non è stato possibile assistere nell’ospedale SS. Trinità.
“E’ quanto meno imbarazzante e indecoroso – conclude Tidore – il paragone con territori, come quello di Kiev, in cui è in corso una guerra e afflitti da ben altri problemi e sofferenze. Tale affermazione è al limite della lesività dell’immagine dell’Azienda ma siamo confidenti che il sindacato ritorni sui suoi passi”.
