

Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza (Presenti 51,votanti 50, si 31, no 19, 1 astenuto) il DL 108/A Disposizioni per il riuso, la riqualificazione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente ed altre disposizioni in materia di governo del territorio. Modifiche alla legge regionale n. 8 del 2015, alla legge regionale n 45 del 1989 e alla legge regionale n. 16 del 2017.
Dopo lunghe giornate di dibattito e confronto il nuovo piano casa è legge. Il Consiglio regionale ha cercato di abbinare alla necessità di tutelare il paesaggio anche gli interessi legittimi di famiglie, imprese e cittadini.
Tante novità, a partire dagli incrementi volumetrici fino al 50% negli alberghi oltre i 300 metri dal mare. Salva la fascia costiera: all’interno saranno consentite modifiche, con il sistema della demolizione-costruzione, ma senza aumento di cubature e comunque solo a beneficio delle strutture ricettive. Cambia volto anche l’agro: entro i mille metri dal mare potranno edificare solo gli agricoltori professionisti, purché titolari di un ettaro (prima erano necessari tre ettari); stesse condizioni per gli hobbisti, ma fuori dai mille metri.
Il dibattito in Aula è stato segnato da più di uno scontro tra gli schieramenti, in particolare sulle misure relative all’abitabilità dei seminterrati. Ma anche la maggioranza non è stata sempre compatta, andando sotto due volte. Il caso più eclatante riguarda l’approvazione di un emendamento del Pd che blinda anche la fascia dei 300 metri dalle zone umide: interessate tante aree della Sardegna, a partire da Olbia, Cagliari e Quartu. La legge evita il vuoto normativo che si è venuto a creare dopo la scadenza il 31 dicembre del precedente Piano casa. Le istanze proposte potranno essere ripresentate dopo l’entrata in vigore del ddl.
