Sardegna. Grano duro. 1,6 milioni ai cerealicoltori che valorizzano la filiera

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Cagliari. Recuperati poco più di 200mila euro di residui, circa 1milione e 606mila euro come premio per gli agricoltori che partecipano e valorizzano la filiera del grano duro. La Giunta ha licenziato la delibera su proposta dell’assessore dell’Agricoltura, Pier Luigi Caria.

Lo stanziamento arriva a una settimana dalla delibera che ha destinato 1milione e 33mila euro ai cerealicoltori che valorizzano le filiere dei cereali minori, dei grani antichi, del grano tenero e delle leguminose da granella.
L’assessore. “Sostenere la filiera del grano duro significa innanzitutto sostenere una lunga tradizione agricola isolana che continua a garantire ancora oggi la trasformazione di prodotti agroalimentari che rischierebbero di perdersi”. Così l’assessore Caria che ha aggiunTo: “Rafforzare la filiera vuol dire assicurare entrate più dignitose per gli agricoltori che, in balia dei costanti mutamenti climatici e dei danni alle colture che ne seguono, rischiano di arrivare sempre più deboli nella contrattazione finale della vendita del grano. Oggi più di ieri, alla luce della globalizzazione economica e del costante interscambio commerciale con diversi territori del pianeta, è necessario sostenere le nostre produzioni e tutelarle soprattutto quando hanno il proprio valore aggiunto sul piano della qualità”.
L’aiuto finanziario. L’accordo annuale di filiera inizia con la stagione agraria 2018/2019 e potrà proseguire anche per le annate successive fino all’esaurimento delle risorse disponibili. Il premio da assegnare agli agricoltori che sottoscrivono tali accordi di filiera è di 150 euro per ogni ettaro di superficie coltivata. Ciascun beneficiario potrà partecipare alla riscossione del premio con una superficie minima di 5 e massima di 20 ettari, anche non accorpati. È prevista una integrazione di 50 euro per ettaro se nella semina delle superfici coltivate a grano duro sono utilizzate sementi certificate. Gli aiuti sono concessi con il regime de minimis, previsto dalla normativa europea, dove un’azienda non può superare i 15mila euro di aiuto nell’arco di tre esercizi finanziari.

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