
Silenzio, parla Savona. In religioso silenzio l’aula della Camera ha ascoltato ieri l’intervento di Paolo Savona, titolare del dicastero
per le Politiche europee. Sulla nota di aggiornamento al Def è intevenuto al posto del ministro dell’Economia, Tria impegnato a Bali per il G20. Un intervento applauditissimo dalla maggioranza e registrato con rispetto dall’opposizione. Tranne che da alcuni deputati del Pd, in particolare da Ivan Scalfarotto, che ha protestato in più di un’occasione.
Un intervento dove il ministro Savona è volato alto, facendo riferimento anche al New deal americano. «È necessario ripetere ciò che fece Roosevelt. Egli mise insieme la parte Nord industrializzata e la parte Sud agricola degli Usa ed è riuscito nell’intento. Il mio convincimento è che si stia tentando un poderoso sforzo per una Italia unitaria, di coincidenza di interessi tra la zona avanzata e la zona arretrata, non certo culturalmente, del Paese» Il ministro degli Affari Europei mette nel mirino l’ufficio parlamentare di bilancio che ha bocciato la manovra. E sceglie il registro dell’ironia. Citandolo in un suo intervento in aula alla Camera, scorda il nome esatto dell’organismo. Dunque si rivolge al collega, che glielo suggerisce, dunque puntualizza: “Non riesco a pronunciarlo perché ero uno dei candidati a quella posizione e mi fu assegnato. Ho rimosso dalla mente l’idea”.Savona ha mantenuto quasi sempre un aspetto e un tono professorale, ma si è concesso anche qualche altra battuta, come quando a un certo punto ha chiesto dell’acqua. «Scusate io vado ad acqua». Una frase che ha suscitato l’ilarità della maggioranza e che è sembrato anche una frecciatina nei confronti di Juncker

Giornalista. Direttore responsabile