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Siniscola. 12mila cittadini con acqua dalle sembianze repellenti, non più incolore né inodore

Siniscola. Il primo cittadino di Siniscola, Gian Luigi Farris, chiede che venga ripristinata la quota di acqua di Fruncu e oche e ad Abbanoa, che ha un nuovo Presidente e un nuovo CdA, il ripristino della situazione precedente lo scorso 13 agosto:

– Poco più di un mese fa, lo Stato ci ha chiesto di compiere un gesto di solidarietà.
Siamo stati composti e istituzionali, perché delle istituzioni facciamo parte e ne rispettiamo rigorosamente le logiche e le gerarchie.
Allora c’era una comunità assetata e nel pieno della stagione turistica, con migliaia di ospiti che si sommavano ai pochi abitanti residenti e il serio rischio di conseguenze igienico/sanitarie. Dare una mano era cosa buona e giusta, perciò, abbiamo accolto la richiesta delle autorità competenti, sicuri che sarebbe stato un “prestito” a breve termine.

Ma ora i ruoli si sono invertiti. Ora chiediamo aiuto noi, comunità di 12.000 anime che qui vivono tutto l’anno. Donne e uomini che ogni giorno vedono scorrere via la “loro” acqua di fonte per vederla tornare nelle loro case con sembianze repellenti, non più incolore né inodore.
E nonostante tutto, fatturata come potabile a prezzi non certo popolari.

Ogni giorno, 12.000 siniscolesi, subiscono il disagio dell’acqua sporca, buona per i fiori e per i pavimenti ma non per dissetarsi, non per l’igiene personale, né per la preparazione dei cibi in casa e nelle mense scolastiche.
Addirittura pericolosa, per i dializzati della ASL.

Tutto questo è semplicemente inaccettabile.

Perciò Siniscola deve riavere la sua quota di acqua di Fruncu e oche e chiede ad Abbanoa, che da ieri ha un nuovo Presidente e un nuovo CdA, il ripristino della situazione precedente lo scorso 13 agosto.
Lo chiede con fermo garbo ma molta, molta urgenza, per tutelare in primis gli studenti e i malati.
Non c’è tempo da perdere.
Il sindaco Gian luigi Farris .

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