
Geolocalizzare un furgone e monitorarne il funzionamento, conoscere le condizioni ambientali di un quartiere e il volume di traffico in una determinata arteria stradale. Sono queste alcune finalità di “Smart Car Box”, un prototipo pensato e realizzato da Marco Uras, Maura Pintor ed Enrico Ferrara, tre studenti del secondo anno della Laurea Magistrale in Ingegneria delle Telecomunicazioni dell’Università di Cagliari.
Diligentemente guidati dal ricercatore Matteo Anedda, docente del corso di Reti Radiomobili, i tre ragazzi hanno dato vita a un sistema di tracciamento che va oltre i semplici rilevatori di posizione e che conduce il Dipartimento di Ingegneria Elettrica ed Elettronica fra gli alfieri della ricerca sui veicoli intelligenti connessi.
Il progetto consente di archiviare ed elaborare le coordinate di un mezzo nelle memorie virtuali “Cloud,” a loro volta facilmente accessibili dal proprio pc, tablet o smartphone tramite apposite applicazioni. Grazie alla chatbox di Telegram Messenger, è inoltre possibile ricevere informazioni istantanee sullo stato del veicolo e sui relativi movimenti grazie a un sensore Gps interfacciato e all’alta sensibilità al movimento offerta dal modulo motion detection”.
Per Enrico Ferrara “adottando le dovute politiche di privacy sui dati inerenti le posizioni dei veicoli e dei dati rilevati dai dispositivi, è possibile gestire i dati aggregati sulla mobilità urbana. Col sistema installato sul nostro veicolo è possibile conoscerne la sua posizione in tempo reale e tracciare lo storico degli spostamenti precedenti.”
Il collega Marco Uras aggiunge: “Il prototipo basato su Arduino è realizzato utilizzando un approccio modulare. Può essere esteso con un ulteriori moduli di sensoristica, ad esempio per il monitoraggio della qualità dell’aria o dell’inquinamento acustico.”
Fra gli sviluppi futuri – conclude Maura Pintor – sarà possibile utilizzare tecniche di “crowd-sensing”, ovvero aggregare i dati e costruire una mappa della qualità dell’aria su un qualunque scenario cittadino. I primi test sono stati condotti tra Cagliari e provincia e proseguiranno nei prossimi mesi. E’ sicuramente un valore aggiunto nella misura in cui i dati sono organizzati e contestualizzati. In ambiente urbano, i dataset abbracciando la filosofia degli open data, potrebbero essere liberamente utilizzabili da tutti”.
