
Accusa e difesa affilano le armi nell’inchiesta per corruzione che vede indagati il governatore della Sardegna Christian Solinas, il suo consulente Christian Stevelli, il dirigente Roberto Raimondi e l’imprenditore Roberto Zedda.
Mentre la Procura di Cagliari è pronta a volare a Tirana con una rogatoria per vederci chiaro sulle docenze e sulla laurea honoris causa che sarebbero state promesse al presidente della Regione da Raimondi – con l’intermediazione di Stevelli – in cambio della sua nomina alla direzione generale di Eni Cbc Bacino del Mediterraneo, il pool degli avvocati difensori dà battaglia sul decreto di sequestro di smartphone, pc e altri supporti informatici a Solinas e agli tre indagati.
E’ stata infatti presentata istanza al tribunale del Riesame per ottenere il dissequestro. La decisione nei prossimi 10 giorni.
Ma c’è un’altra contromossa delle difese: questa mattina tutti gli avvocati, tranne quello di Raimondi, hanno presentato riserva di incidente probatorio sull’esame delle apparecchiature sequestrate. L’obiettivo è che sia un giudice e non un pm a valutare il materiale probatorio, cristalizzandone l’esito in vista di un eventuale giudizio.
Due i filoni d’inchiesta, basati anche su intercettazioni telefoniche, coordinate dal pm Giangiacomo Pilia. La prima riguarda il compromesso di vendita all’imprenditore Zedda di un ex abazia a Capoterra – e la caparra incassata – di proprietà di Solinas, un’operazione che sarebbe servita al governatore come garanzia per accendere il mutuo per l’acquisto della sua villa al quartiere del Sole, vicino al Poetto di Cagliari. Secondo la Procura, la plusvalenza di circa mezzo milione di euro sarebbe stata la tangente pagata all’imprenditore per ottenere una serie di appalti pubblici dalla Regione e dagli enti controllati.
Il secondo filone, invece, si riferisce alla nomina di Raimondi come dg di Eni Cb-Med. Stando alle accuse, in cambio della nomina, Solinas avrebbe ottenuto alcune docenze a contratto nelle università in cui lavora Raimondi (Tirana e Unilink di Roma) con anche la promessa di una laurea honoris causa nell’ateneo albanese.
STEVELLI E RAIMONDI SOSPESI DA MASSONERIA – Erano iscritti a due logge massoniche e sono stati sospesi dal gran maestro del Grande Oriente d’Italia, Stefano Bisi, i due dirigenti della Regione Sardegna, Christian Stevelli e Roberto Raimondi, indagati per corruzione e riclaggio dalla Procura di Cagliari insieme al governatore Christian Solinas e all’imprenditore Roberto Zedda. La sospensione è legata proprio al loro coinvolgimento nell’inchiesta.
Stefano Bisi, lo stesso che aveva sospeso Alfonso Tamburello, il medico trapanese indagato nell’ambito dell’inchiesta che ha portato all’arresto di Matteo Messina Denaro, ha firmato il decreto che sospende i due a tempo indeterminato da ogni attività massonica. Stevelli, consulente di Solinas, risulta iscritto alla loggia “Concordia” dell’Oriente di Cagliari. Raimondi, invece, è affiliato alla loggia “Bruno Bellucci” di Perugia. Economista e manager, lo scorso settembre è stato nominato a capo della direzione generale del programma Eni Cbc Bacino del Mediterraneo. (Ansa)
