
“Leggiamo sconcertati le dichiarazioni dell’Assessore Doria circa la sospensione degli interventi di ricostruzione del seno per le pazienti che hanno subito mastectomia demolitiva a seguito di tumore alla mammella. Detta sospensione servirebbe ad accorciare le liste d’attesa.
Il trattamento chirurgico ricostruttivo consente alle pazienti di stemperare l’impatto psicologico della menomazione del seno e costituisce a detta di tutti gli oncologi, parte integrante della cura del tumore della mammella. Infatti recuperare il proprio aspetto, aiuta il percorso di cura, a superare la malattia e riprendere in mano i fili della propria identità fisica e psicologica: la donna oltre che guarire può così riprendere una vita del tutto normale, sentendosi a proprio agio in ogni situazione.
Normalmente l’intervento di ricostruzione può essere effettuato sia durante lo stesso intervento demolitivo che, in casi specifici, qualche tempo dopo, in tempi che devono essere garantiti congrui per i protocolli di cura e individuati dai medici curanti. Secondo l’assessore Doria, per abbattere le liste d’attesa per gli interventi di tumore alla mammella è necessario “velocizzare” i tempi di utilizzo delle sale operatorie, rinunciando alla ricostruzione del seno. P
oco importa che si crei un’altra lista d’attesa, poco importa che le donne, già così fortemente stressate dalla malattia, debbano poi attendere altri mesi, fare un altro intervento, un’altra anestesia, un altro ricovero, per recuperare una “normalità” almeno apparente di se stesse. Oltre a dover sopportare una diagnosi e un percorso così impattante sulla loro salute e sulla propria immagine, le pazienti devono forse pagare anche l’incapacità di organizzazione e gestione di risorse del management sanitario e della politica? Non vogliamo pensare che questa possa essere davvero la soluzione.
Chiediamo all’assessore di fare uno sforzo di programmazione, di reperire i medici e il personale sanitario mancante e dire seriamente, quale è il suo disegno, se lo ha, per dare alle cittadine e ai cittadini sardi la sanità oncologica e i trattamenti che meritano di avere, mastoplastiche incluse”.

Giornalista