Tensione Usa-Iran, soldati italiani via dalla base USA di Baghdad

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Baghdad. Continua l’effetto domino in Medio Oriente dopo l’uccisione del generale iraniano Qasem Soleimani. I soldati italiani hanno lasciato, nel corso della notte, la base americana a Baghdad, da due giorni sotto il tiro dei mortai. Lo scrive stamani il quotidiano La Stampa, secondo cui il trasferimento dal compound “Union 3” ha riguardato tutti gli uomini italiani impegnati nell’operazione di addestramento delle forze di sicurezza irachene – una cinquantina di carabinieri – ed è stato deciso dallo Stato maggiore della Difesa in accordo con i vertici della Nato. I soldati, che partecipano alla “Nato Mission Iraq”, non sono stati riportati in Italia, riferisce ancora il giornale torinese, ma sono stati trasferiti in «un un’altra zona, sicura e non lontana».

Anche la Germania intende spostare parte del suo contingente ricollocando 30 dei 120 militari in Iraq, nella Giordania e nel Kuwait per motivi di sicurezza. Lo riporta l’agenzia di stampa tedesca Dpa, spiegando che il ministro delle Difesa tedesco Annegret Kramp-Karrenbauer e il ministro degli Esteri Heiko Maas hanno scritto ai deputati che i militari presenti nelle basi irachene di Baghdad e Taji saranno «temporaneamente ritirati». I due ministri hanno aggiunto che andranno avanti i colloqui con il governo di Baghdad sulla continuazione della missione di addestramento delle truppe irachene. I 30 militari tedeschi che saranno ritirati erano a Baghdad e Taji, città a pochi km a nord della capitale irachena. Gli altri 90 stazionano nella regione curda, nel nord dell’Iraq.
Il contingente italiano «può restare in Iraq col compito di addestrare i quadri dell’esercito e della polizia irachena». Lo dichiara in un’intervista al Corriere della Sera Ahmad al Assadi, deputato del Parlamento di Baghdad per la coalizione di partiti sciiti Al Fatah vicini alle milizie legate a Teheran. «Conta quasi mille soldati, è il secondo in termini numerici degli oltre settanta contingenti che forma la coalizione internazionale, è stato importante per aiutarci a combattere i terroristi di Isis negli ultimi anni», spiega. «Più numerosi di loro sono solo gli americani» aggiunge «ma con gli italiani in linea di massima potrebbero restare tutti gli europei e altri». Per il deputato sciita, «l’importante è che se ne vadano subito gli americani».

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