Terzo Settore, come Attore nell’accoglienza dei migranti e collaborazione con gli EELL

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 Appunti operativi di Tiziana Mori, a margine dei webinar formativi In-formazione FAMI, Anci Sardegna

Prosegue il ciclo di webinar di IN-Formazione gratuita sul tema “Migrazione, inclusione e diritti dei migranti” incentrati sul binomio migrazione-sicurezza a partire dai recenti interventi della giurisprudenza e del legislatore in Italia e in Europa e sulle strategie di intervento per la tutela e l’inclusione socio-economica dei migranti e immigrati.

“I mesi passati avevo partecipato nella duplice veste di Assessore alle Politiche Sociali, Famiglia, Lavoro, Salute, casa e UFF. Europa del Comune di Monserrato, nonché dirigente terzo settore, e ora proseguo nella seconda veste come esperta di Cooperazione internazionale ed emergenze umanitarie, con l’obiettivo di dare sostanza ai principi di co-progettazione e co-programmazione ex art. 55 del codice del Terzo Settore”, così Tiziana Mori in un lungo post su Facebook in commento al webinar online di Anci Sardegna.

La dott.ssa Mori ci tiene a sottolineare importanza delle nuove modalità collaborative tra gli Enti locali e il Terzo settore,  spiegando nel dettaglio i significati ben delineati dalla riforma: “la co-programmazione e la co-progettazione sono delle modalità di relazione tra gli enti pubblici e il Terzo settore che si fondano sul principio di collaborazione. Nello specifico l’ente del Terzo settore (Ets) si caratterizza infatti per lo svolgimento di attività di interesse generale che lo rendono omologo per finalità all’ente pubblico: per questo motivo sono previste forme di relazione tra i due soggetti”.

Con riferimento nello specifico al sistema di accoglienza dei migranti, invece Tiziana Mori approfondisce le differenze delle fasi.

Il sistema di accoglienza dei migranti in Italia opera su due livelli: prima accoglienza, che comprende gli hotspot e i centri di prima accoglienza, e seconda accoglienza, che comprende il SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione).

Una volta transitati dagli hotspot e dai centri di prima accoglienza, i richiedenti asilo vengono assegnati alla seconda accoglienza, il Sistema di accoglienza e integrazione (SAI) introdotto con la riforma Lamorgese.

Si tratta di un ritorno al passato, in quanto il SAI ritorna ai principi dello SPRAR, ossia a un’accoglienza più orientata all’integrazione.

Il sistema è coordinato dal Ministero dell’Interno in collaborazione con ANCI, l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani. Gli enti locali che scelgono di aderire al SAI possono fare domanda per accedere ai fondi ministeriali in qualsiasi momento, rispondendo ad un avviso pubblico sempre aperto.

Ed è qui, sottolinea la Dott. Ssa Mori, che si coglie l’importanza del ruolo svolto dal Terzo settore in quanto “i progetti devono implementare il principio base del sistema: l’accoglienza integrata, che implica la costituzione di una rete locale (con enti del terzo settore, volontariato, ma anche altri attori) per portare avanti un sistema di ntegrazione a 360 gradi nella comunità locale, che deve realizzarsi per mezzo di attività di inclusione sociale, scolastica, lavorativa, culturale”.

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