

(Adnkronos) – Scambio di accuse tra Ucraina e Russia per l’esplosione che ha distrutto l’importante diga Kakhovka sul fiume Dnipro, con i leader mondiali che hanno lanciato l’allarme di una catastrofe umanitaria e ambientale.
Decine di migliaia di persone sono state evacuate e le autorità russe nell’Ucraina meridionale occupata hanno dichiarato lo stato di emergenza , anche se in molti in Occidente hanno puntato il dito contro Mosca. “È evidente che si tratta di un’aggressione da parte russa per fermare l’offensiva ucraina a difesa del proprio Paese”, ha dichiarato il cancelliere tedesco Olaf Scholz.
Ci troveremmo di fronte a un “nuovo livello di bassezza” se le forze della Russia di Vladimir Putin emergessero come responsabili dell’attacco alla diga, ha commentato il premier britannico, Rishi Sunak.
Il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ha definito il crollo della diga di Kakhovka “un’altra conseguenza devastante dell’invasione russa dell’Ucraina”, ma ha aggiunto di non aver accesso a informazioni indipendenti sulle cause del disastro. “Abbiamo tutti visto le tragiche immagini della monumentale catastrofe umanitaria, economica ed ecologica accaduta nella regione ucraina di Kherson… gli attacchi ai civili e alle infrastrutture civili devono cessare”, ha detto Guterres. Le agenzie Onu, ha aggiunto, si stanno coordinando con Kiev per la fornitura “di acqua potabile, compresse per la purificazione dell’acqua e altra assistenza critica”.
Mentre veniva convocata una riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, il capo dell’ufficio presidenziale di Kiev Andriy Yermak, ha chiesto che la Russia perdesse il suo seggio nell’organismo. L’Ucraina ha anche accusato la Russia di terrorismo di Stato davanti alla più alta corte delle Nazioni Unite. Durante l’incontro a New York, l’ambasciatore ucraino alle Nazioni Unite Sergiy Kyslytsya ha accusato Mosca di aver fatto esplodere “una bomba di distruzione ambientale di massa che ha portato al più grande disastro antropico in Europa degli ultimi decenni”. Kyslytsya ha parlato di un “atto di terrorismo ecologico e tecnologico”, aggiungendo che l’esplosione è stata “un altro esempio del genocidio della Russia contro gli ucraini”.
