

A Bruxelles degli sherpa dei Paesi europei hanno gettato la maschera e si sono rifiutati accogliere i migranti della Diciotti. L’Italia sperava in una redistribuzione dei migranti ma l’accordo non c’è stato. Il Viminale ha accusato l’Ue di “non esistere” e il premier Conte ha definito i partner “ipocriti”. La bozza che avrebbe fatto redistribuire i migranti della Diciotti non è stata votata perché, secondo gli altri contraenti, il flusso di immigrati pro-capite in Italia sarebbe sotto la soglia di quello sopportato dagli altri Stati dell’Ue.
Certo. Le altri capitali prendono in considerazione solo l’ultimo anno, quando il flusso – anche grazie al pugno duro italiano – si è ridotto. Ma non tiene conto dei 700mila immigrati, come ha ricordato il Viminale, che sono arrivati negli ultimi tre anni. E che sono tutti, o quasi, sul groppone del sistema dell’accoglienza del Belpaese. Ma non è tutto. Alcuni Paesi hanno pure provato a rifilarci una polpetta avvelenata. “Da parte di alcuni Stati – ha spiegato Conte – è stato proposto un passo indietro, suggerendo una sorta di regolamento di Dublino ‘mascherato’, che avrebbe individuato l’Italia come Paese di approdo sicuro, con disponibilità degli altri Stati a partecipare alla redistribuzione dei soli aventi diritto all’asilo, che notoriamente sono una percentuale minima dei migranti che arrivano per mare”. Intanto nel porto di Catania dove è ancorata la Diciotti oggi sono continuate le passerelle dei politici della sinistra e c’è stato pure il tempo per uno sciopero della fame, in pratica hanno saltato colazione e pranzo ed hanno sospeso la protesta per cenare, degli ospiti dell’imbarcazione. Il Viminale (e il ministro) parla di “ennesima dimostrazione” che “l’Europa non esiste” visto che i “Paesi Ue” non hanno “avanzato alcuna concreta apertura per risolvere il caso della nave Diciotti”. Alla faccia dei buoni propositi del Consiglio Ue sulle migrazioni. Poco dopo anche Giuseppe Conte su Facebook verga una lunga invettiva contro Bruxelles, definendo i partner “ipocriti” e incapaci di “battere un colpo in direzione dei princìpi di solidarietà e di responsabilità”. Il premier giura che l’esecutivo “ne trarrà le conseguenze” e dal Viminale dettano la linea: “Visto che l’Italia, negli ultimi anni, ha accolto 700mila cittadini stranieri, dalla Diciotti non sbarca nessuno. Su questo fronte il governo è compatto”.
Tutti però a sparare contro Salvini e tutto il governo
Europa due pesi e due misure
Per gli spagnoli la musica è diversa. Proprio poche ore fa il governo spagnolo ha respinto 116 africani che sono entrati nel paese illegalmente.«Dopo aver superato il confine spagnolo a Ceuta e aggredito gli agenti di pattuglia, questi signori sono stati rimandati in Marocco grazie ad un accordo internazionale di vent’anni fa. Se lo fa la Spagna va bene, ma se lo propongo io allora sono razzista, fascista e disumano». Lo scrive su twitter il ministro dell’Interno Matteo Salvini postando un video con un gruppo di migranti.
La Spagna rivendica il diritto a cacciare i migranti
Il solidale e umanitario governo spagnolo ha difeso la scelta di respingere i migranti senza che nessuno abbia posto una sola obiezione in Spagna o nel resto d’Europa. «Quello che è successo sulla frontiera di Ceuta è inaccettabile, non permetteremo una situazione come questa. Non è accettabile entrare nel nostro Paese in modo irregolare e violento». Così Carmen Calvo, la vice presidente del Consiglio spagnola, difende l’espulsione in Marocco di 116 migranti africani che mercoledì erano entrati nell’enclave spagnola. Il governo del premier socialista Pedro Sanchez ha fatto ricorso ad un accordo bilaterale firmato nel 1992 con il Marocco per effettuare le espulsioni. Madrid ha ricevuto solo le timide critiche di Amnesty International che ha osservato che, considerata la velocità delle espulsioni, «difficilmente si è potuto garantire un procedimento individuale con tutte le garanzie”. Il governo spagnolo afferma di aver agito “strettamente nel rispetto della legalità e della politica europea», che richiama i principi di «rispetto dei diritti umani» e «sicurezza delle frontiere». Inutile dire che Boldrini, Kyenge, Vaticano e associazioni cattoliche e di sinistra davanti alle espulsioni spagnole tace.

Giornalista. Direttore responsabile