
Dopo la discesa a terra di 56 persone con problemi fisici e psicologici, avvenuta negli ultimi giorni, attualmente sono 107 i migranti rimasti sulla Open Arms; la situazione di stallo sta decisamente facendo aumentare l’ansia di chi è ancora a bordo, che teme di essere riportato in Libia.
Lo spiega lo psicologo di Emergency Alessandro Di Benedetto, che continua il suo lavoro di supporto psicologico per i migranti a bordo di Open Arms, che dice: “Le persone sono esasperate: vedono le coste di Lampedusa, che per loro rappresenta la salvezza e non riescono a capire perché non possano scendere. Tanto più che in questi giorni hanno visto passare alcuni barchini di migranti che sono sbarcati tranquillamente a terra. Questa situazione di incertezza per persone che hanno dei vissuti terribili fatti di soprusi e violenza, oltre alla reiterazione di tali traumi, rischia di far diventare la barca una polveriera che potrebbe scoppiare all’improvviso”.
“Dopo 18 giorni di attesa, non è pensabile che persone in queste condizioni affrontino un altro viaggio per arrivare a Maiorca, come proposto ieri dal Governo spagnolo – sostiene Rossella Miccio, presidente di Emergency a bordo della nave – Già altri Paesi europei hanno dato la disponibilità ad accogliere queste persone una volta sbarcate: l’Italia, quindi, non dovrebbe neppure assumersi l’impegno dell’accoglienza”.
Emergency, per questo chiede lo sbarco di tutti i passeggeri a bordo, affinchè sia loro garantita tutta l’assistenza di cui necessitano.
Alberto Porcu Zanda
