
Una lettera del capogruppo regionale Udc Gianluigi Rubiu, ai presidenti della Giunta regionale, Francesco Pigliaru, e del Consiglio, Gianfranco Ganau, per chiedere la convocazione urgente delle Commissioni e dell’Aula per riprendere in mano la vertenza dei lavoratori Ati Ifras, impegnati nei progetti del Parco Geominerario. Rubiu chiede: “La convocazione urgente delle commissioni preposte e dell’aula di via Roma per discutere sulla vertenza dei lavoratori Ati Ifras, impegnati nei progetti del Parco Geominerario, così da esorcizzare una corsa contro il tempo alla scadenza delle misure dell’indennità di disoccupazione con l’erogazione temporanea della nuova assicurazione sociale per l’impiego”. Invoca la riproposizione dell’argomento all’interno dell’assemblea per venire incontro alle esigenze dei dipendenti, con 520 operai finiti nel tunnel degli ammortizzatori sociali e con un destino appeso ad un filo. Incalza l’esponente: “L’ultimo provvedimento approvato dal consiglio regionale è un de profundis dei progetti legati al geoparco, con la cassa integrazione dei lavoratori. Nessuno ci impedisce di ritrattare, discutere e chiedere pareri all’Avvocatura dello Stato, prima di votare e decidere, con attività propedeutiche ad una legge che dia garanzie agli addetti del Parco. Nulla è perduto. Siamo ancora in tempo per riprendere la discussione sulla legge e approvare la proroga della convenzione con l’Ati Ifras”. Continua Rubiu: “L’auspicio è che il consiglio regionale si riappropri del proprio ruolo legislativo, perché la Sardegna non può permettersi il lusso di trattare con superficialità il futuro di 520 lavoratori, peraltro importantissimo per il ruolo e la missione svolto sul territorio”. Il rappresentante dell’Udc auspica che:”I primi giorni del nuovo anno, alla ripresa dei lavori, si convochi urgentemente il consiglio regionale. I lavoratori del Parco geominerario possono ancora sperare che la politica, quella con la P maiuscola, possa palesare con i fatti che si può trovare una soluzione credibile e soprattutto con una prospettiva lavorativa e non di ammortizzatori sociali, in attesa del bando pubblico per la predisposizione della gara internazionale. Nel frattempo si studi in modo serio la reale possibilità del passaggio ad una società regionale come Igea, per dare definitivamente gambe al rilancio e valorizzazione all’immenso patrimonio del parco geominerario.”
