

Gigi Concu, sindaco di Selargius, annuncia con un post su Facebook l’intenzione di lasciare aperti parchi e cimitero: “Per quanto riguarda le nuove restrizioni in arrivo, vi anticipo che, cosi come per le festività pasquali, ho deciso di lasciare il cimitero e i parchi aperti anche quando entreremo in zona rossa. Questo perché credo che un regime troppo repressivo e proibizionista non possa far altro che esacerbare gli animi già messi a dura prova e accrescere l’insofferenza di chi magari abita in pochi metri quadri e non ha la fortuna di poter usufruire di un giardino. Vorrei capiste che così facendo sto cercando di venire incontro a tutti voi, per cui vi chiedo di non sprecare questa opportunità, perché qualora dovessi rendermi conto che all’interno delle aree verdi non vengono rispettate le regole volte a contenere la diffusione dei contagi sarò mio malgrado costretto a chiudere tutto.”
Il post completo:
– Care concittadine e cari concittadini, questa sera pubblicherò il consueto schema sulle nuove regole in vigore da lunedì, adesso mi preme chiarire tre punti, sperando di dare così risposta anche a qualche messaggio che può essermi sfuggito. Parto dalla questione vaccini. Tanti di voi mi stanno scrivendo raccontandomi le difficoltà che si trovano a vivere soprattutto anziani e persone allettate e non autosufficienti e che purtroppo sono sotto gli occhi di tutti. Voglio sappiate che da parte mia c’è il massimo impegno a trovare una soluzione, tanto che ho messo a disposizione alcune strutture comunali per consentire almeno alle fasce più fragili della popolazione di non doversi spostare dal proprio comune per sottoporsi alla vaccinazione. Come più volte detto, da settimane è in corso un confronto con l’Ats in questo senso, che spero possa portare all’apertura di un hub anche nel nostro territorio. Per quanto riguarda le nuove restrizioni in arrivo, vi anticipo che, cosi come per le festività pasquali, ho deciso di lasciare il cimitero e i parchi aperti anche quando entreremo in zona rossa. Questo perché credo che un regime troppo repressivo e proibizionista non possa far altro che esacerbare gli animi già messi a dura prova e accrescere l’insofferenza di chi magari abita in pochi metri quadri e non ha la fortuna di poter usufruire di un giardino. Vorrei capiste che così facendo sto cercando di venire incontro a tutti voi, per cui vi chiedo di non sprecare questa opportunità, perché qualora dovessi rendermi conto che all’interno delle aree verdi non vengono rispettate le regole volte a contenere la diffusione dei contagi sarò mio malgrado costretto a chiudere tutto. In ultimo la questione controlli: pur rispettando il punto di vista di ognuno di voi, credo che la diffusione o meno dei contagi non possa e non debba essere imputata alla carenza di controlli, che per onestà e trasparenza non ho mai negato. Mi spiego meglio: credo sia facilmente intuibile che è impensabile che ogni sindaco disponga di un esercito personale a cui affidare il compito di vigilare ventiquattro ore su ventiquattro ogni parco, piazza, strada, e in generale ogni angolo del territorio. Se anche disponessi di due vigili da adibire alla sorveglianza di ognuna delle nostre aree verdi, eventuali assembramenti si formerebbero altrove. Quindi no, puntare il dito e imputare la responsabilità della zona rossa alle carenze – oggettive – ma per le quali non vi è una soluzione, non fa altro che diventare quasi una scusante dell’irresponsabilità di chi ancora oggi continua a non rispettare le regole. Davanti all’esercito di cui non dispongo mi appello al buon senso di cui tutti dovremmo essere dotati. Lo stesso che mi ha portato a non emettere ordinanze di chiusura relative ai nostri nei parchi. Mi raccomando, non deludetemi!
